Valore dell’eredità paterna

Valore dell’eredità paterna

Quasi non ti conobbi, padre,
ché d’un fanciullo lo sguardo
che a te d’un sorriso
la gioia domandava
la fredda morte eluse:
e avida di lacrime
anche il suo pianto pretese
e quello della madre e dei fratelli.
Ma pure in me tu vivi,
e il tuo sguardo sereno
mi dà la strada da percorrere
che tu non potesti.


Giuseppe Terregino
(1970)

Dalla mia prima raccolta di versi (Dalla riserva d’ombra), che ho pubblicato non per esibizione letteraria, ma per esprimere la gratitudine a mia madre, alla quale erano dedicate ben quattro composizioni, colgo un’inezia di espressione poetica, che desidero tuttavia comunicare, perché in essa vedo ancora aperto, nella mia ormai tarda età, il percorso che avrei voluto ma non ho saputo compiere.

Esso è quello che. ogni guida paterna è chiamata a indicare ai figli come via ineludibile verso l’orizzonte di una convivenza serena, nel rispetto delle leggi, in un contesto di libertà e di giustizia sociale. Condizioni di vita, queste, che provengono dall’educazione familiare prima che dalla scuola, che pure deve avere un ruolo fondamentale.


Onde il tema della famiglia, tenuto conto della problematicità odierna dell’istituto familiare, si pone come urgente, ineludibile e, soprattutto, non banalizzabile.

Il ricordo di mio padre vuole essere anche un omaggio a quegli organi dello Stato di cui egli fece parte e da cui ebbe a mutuare, applicandoli pure nella vita privata, il rispetto della legalità come imperativo categorico e il rifiuto di ogni forma di corruzione, fosse anche in termini di minima regalia.

Per questo il suo esempio, che io mi sono solo sforzato di imitare, merita oggi una riflessione comparativa.

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