Ricordi (di Giuseppe Terregino)

Categoria: L'angolo della poesia
Autore: Dario Drago

Ricordi (di Giuseppe Terregino)

MARE GRATTERI


RICORDI


Non è la prima volta

che da questa finestra guardo il mare

e la vallata che da qui si stende

fino alla piana di Campofelice.

Venivo qui bambino a contemplare

i cumuli di nubi all’orizzonte

- era il mio teatro - e là di fronte,

sullo sfondo del cielo porporino,

in un groviglio dalla incerte forme,

i sogni miei trovavano la vita.

E quel disco infuocato,

che spandea intorno lame di colore,

era la luce della mia ribalta.

Poi l’angelo suonava il campanone

e in silenzio là, sul cupolone,

si raccoglieano stanche le cornacchie.

Un brivido percorreva l’aria bruna,

e nella soave quiete della sera

la terra recitava una preghiera.

(Giuseppe Terregino 1969)


Dal panorama alla memoria - a cura di Giuseppe Terregino

Questa terna di nugae, per dirla con Orazio, che proprio a cose inutili pensava quando venne intercettato da un sedicente poeta, vuole essere un omaggio, e niente più di questo, al mio paese d'origine sulla linea di quella memoria nutrita di sogni, speranze e quant'altro una fantasia giovanile può inseguire andando oltre l'orizzonte spazio-temporale dell'età "novella".

L'età matura, pur con tutto il carico delle delusioni raccolte, non è riuscita a cancellare la tenerezza del ricordo di quel mondo in cui il sole, il cielo, la terra e, in lontananza, il mare avevano colori e sembianze ammiccanti e confortevoli. Ed eccomi quindi a spulciare tra le carte le annotazioni che si riferiscono a quei luoghi dove il ricordo si posa con serenante nostalgia e commossa gratitudine.

So che si tratta di povere cose. Che pubblico tuttavia, nella speranza di una condivisione affettiva verso i luoghi della mia memoria anche da parte di chi, pur non avendo vissuto le mie esperienze, li sente prossimi a quelli del suo mondo esistenziale.

Published:  2014/5/15 13:12