HOME NOTIZIE RUBRICHE FOTO ALBUM FORUM CONTATTI
  
   Registrati adesso su Gratteri.org!    Login
Conoscere Gratteri
Menu
Link sponsorizzati
Chi c'è online
17 utente(i) online
(3 utente(i) in News)

Iscritti: 0
Ospiti: 17

altro...
Menu (solo webmaster)


RSS

Le ultime nozie dal comprensorio madonita
(1) 2 3 4 ... 7 »
Comprensorio Madonita : La baronia di Gratteri al centro del mondo intellettuale
Inviato da Dario Drago il 11/1/2020 14:30:00 (328 letture)

La baronia di Gratteri al centro del mondo intellettuale - Di G. Terregino


Carlo Maria Ventimiglia


 


La centralità della baronia di Gratteri nel mondo intellettuale del XVII secolo è riconducibile alla personalità di Don Carlo Maria Ventimiglia, il quale – come si legge nella pagina del volume di Giuseppe Emanuele Ortolani (Cefalù 1758, Palermo 1828) dedicato alle “Biografie degli uomini illustri della Sicilia”, riportata qui in fotocopia – appartiene all’illustre “prosapia dei Conti di Collesano e Baroni di Gratteri”. Di lui l’Ortolani (pure lui un barone) evidenzia tali e tanti meriti in ambito culturale da elevare il Nostro al ruolo di Principe non solo dell’Accademia dei Riaccesi, al quale l’aveva eletto il Principe di Oneglia per i suoi alti meriti in ogni ambito del sapere, ma anche dell’intera classe intellettuale della Sicilia del XVII secolo.


Tali e tanti meriti da rendere poca cosa quello che di lui si legge – che pure è già abbastanza – nella nota dell’Archivio Biografico Comunale di Palermo: «I suoi interessi furono molteplici: si occupò di ingegneria navale, di astronomia e di scienze in generale lasciando numerosi appunti ed opere a stampa. Tra i più interessanti manoscritti inediti ricordiamo il 'De Physiologia tractatus' dove trattò di fisica in ambito filosofico, allontanandosi dalle speculazioni prettamente scolastiche in auge ai suoi tempi. Fu tra gli animatori dell'Accademia dei Riaccesi sorta sotto la protezione di Emanuele Filiberto con interessi prevalentemente letterari».


Emanuele Filiberto di Savoia era il viceré del tempo (1622-1624). Egli governava la Sicilia con poteri sovrani, grazie anche al suo rapporto di parentela con la monarchia spagnola e alla stima di cui godeva per lo spessore culturale della sua personalità, l’abilità diplomatica e la competenza strategica nel contrastare con successo “le incursioni barbaresche e turche, che erano state invece pesanti durante i vicereami precedenti”. «Mecenate di letterati, artisti e scienziati, rivitalizzò i circuiti accademici, in particolare l’Accademia degli Elevati intelletti di Palermo, che era stata creata dal suo predecessore, ribattezzandola dei Riaccesi e ospitandola nel palazzo reale, dove, in date prestabilite, in sua presenza, si tenevano le adunanze». (Enciclopedia Treccani, alla voce Savoia). Della quale Accademia il nostro Ventimiglia era considerato il Principe.


Ma come si colloca la posizione del Nostro all’interno della baronia di Gratteri? Egli rientra nel novero dei diretti discendenti di Carlo I, di cui alla lapide sul sepolcro dei Ventimiglia nella chiesa del Convento, tra Pietro II, fratello della suora Elena firmataria della lapide medesima, e il barone Lorenzo, ricordato per la definitiva costruzione della edicola delle reliquie, delle quali la principale (per le note vicende storiche) è quella delle Sante Spine. Noto anche perché le spoglie della moglie Maria Filangeri e del Nipote Gaetano sono custodite nelle tombe della Matrice Vecchia.


Carlo Maria è sicuramente diretto discendente del nonno Carlo, dato che porta anche il cognome de Ruiz della moglie dello stesso. Il problema si pone riguardo alla paternità: se sia quella di Pietro II o di un suo fratello. In qualche elenco dei baroni di Gratteri, il suo nome compare proprio tra costoro, dal 1622 al 1628, prima del barone Alfonso, fratello e dante causa del successore Lorenzo. Ma ricerche più accurate, In particolare riferite alle Postille Documentarie sui Ventimiglia di Gratteri di Rosalia Francesca Margiotta dell’Università di Palermo, dicono che egli sia sicuramente nipote di Carlo, dato che i Fratelli suor Elena e Don Francesco lo indicano come loro nipote, ma soltanto omonimo del barone (Carlo Junior) succeduto allo zio Pietro. In ogni caso egli rappresenta l’anello di congiunzione tra i personaggi ricordati nelle lapidi della Chiesa del Convento e della Matrice Vecchia di Gratteri.


Questa è una divagazione di poca importanza in riferimento al nostro punto di vista, che è quello dal quale attorno alla Baronia di Gratteri, pur nella penombra di un tempo di decadenza e miseria economica della Sicilia, qual era quello del XVII secolo, era rivolta l’attenzione del mondo della cultura. Si tratta, ovviamente di poca cosa, se la gente comune non poteva trarne – come di fatto era impossibile che ne traesse – alcun profitto. Serve, però, a porre il nostro borgo in una posizione in certa misura eminente tra quelli delle Madonie, dove i Ventimiglia ebbero un ruolo di assoluto dominio feudale. Con tutto quello che tale dominio poteva significare in termini di oscurantismo oltre che di povertà.


GIUSEPPE TERREGINO

Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Una data storica da non dimenticare - Di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 5/10/2019 10:20:00 (263 letture)

Una data storica da non dimenticare - Di G. Terregino


terregino


In meno di una settimana ho scritto due articoli su Gratteri (Nobile gratterium tuere e 1870, Gratteri da suddito a sovrano). Forse gli ultimi, perché ormai mi resta poco da dire su questo amato paese.


Gli articoli ai quali ho fatto riferimento rappresentano entrambi un personale commento, senza alcuna pretesa di validità sul lato storico, di quel “nobile” attribuito al nome di Gratteri, che tante supposizioni ha fatto nascere. Nel primo dei due articoli l’attributo è dichiarato esplicitamente nel titolo. Nell’altro è sottinteso. Ma, a mio avviso, è proprio qui che esso trova il suo autentico significato in senso attuale. Perché l’atto del Sindaco del tempo (Antonino Di Marco, secondo quanto si legge nel certamente affidabile Gratteri di Isidoro Scelsi) è sicuramente quello del primo cittadino di una comunità consapevole del valore dell’istruzione e del diritto ineludibile di averne l’accesso senza limiti di genere e di censo.


Il che si evince soprattutto dal rifiuto da parte del sindaco del compromesso proposto dalla Deputazione provinciale, adita “affinché – come riferisce L. Caminiti nel suo Educare per amore di Dio – l’istituto fosse affidato alla locale congregazione di carità”, della quale – come si trova scritto nel citato libro di I. Scelsi – il Sindaco era anche il Presidente.


Questa mansione del sindaco non deve trarre in inganno, al pensiero che con tale affidamento si perpetuasse l’idea che l’istruzione fosse comunque un’opera caritativa demandata a quella congregazione, della quale egli era a capo, a prescindere dal suo ruolo di primo cittadino. Nel caso specifico, invece, la congregazione era un ente pubblico che esercitava un dovere dello Stato verso i ceti economicamente meno favoriti della società, dato che – come traiamo – da Wikipedia - «A seguito dell'unificazione nazionale italiana, la legge 3 agosto 1862 n. 753 («legge Rattazzi») istituì la congregazione di carità con lo scopo di curare l'amministrazione dei beni destinati all'erogazione di sussidi e altri benefici per i poveri. La legge prevedeva una congregazione di carità per ciascun comune. La decisione effettiva sulla creazione della Congregazione spettava comunque al Consiglio comunale, in autonomia».


Il che significa che nel nostro caso il Di Marco era doppiamente un pubblico ufficiale, col mandato di difendere i diritti della comunità di cui era il principale rappresentante. Dei quali diritti, quello all’istruzione era ritenuto certamente primario; e proprio per essere venuto meno al dovere di garantirlo nell’unica scuola femminile del circondario l’erede dei Belmonte veniva sanzionato a prescindere dal ruolo di benefattore riconosciuto al suo avo fondatore dell’istituto.


La vicenda finale del Collegio di Maria di Gratteri è certamente degna di memoria. Soprattutto perché dalla sua felice conclusione è dipeso il riconoscimento del diritto all’istruzione: in concreto, perché un uso oculato delle risorse pervenute dall’esito positivo della controversia consentì l’avvio delle lezioni alle costituite classi femminili; sotto il profilo morale, per il passaggio dal ruolo di sudditi beneficati a discrezione della volontà del principe pro tempore a quello di cittadini titolari di un diritto di cui i governanti avrebbero dovuto farsi carico, pena, in caso contrario, l’accusa omissione di un pubblico servizio.


Riconoscimento, quindi, di primaria importanza. Attinente alla dignità della persona. Perché è la lingua che ci fa uguali, diceva Don Milani. E la lingua, nel senso di capire quello che ci viene detto e di dire quello che sappiamo, ce la dà la scuola. E finché ci sarà uno che la sa usare e un altro che non la possiede, il primo continuerà a comandare e il secondo a subire.


Ecco perché il 1870 è per Gratteri una data da non dimenticare.


GIUSEPPE TERREGINO

Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : La Diocesi di Cefalù nel cuore del Papa - A cura di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 20/2/2018 12:40:00 (1394 letture)

La Diocesi di Cefalù nel cuore del Papa - A cura di Giuseppe Terregino


Locandina TGS studio Stadio Gratteri


Il messaggio del nuovo Vescovo alla comunità della Diocesi di Cefalù è un documento che va diretto al cuore della persona che abbia un minimo di fede in Cristo Salvatore, la cui immagine campeggia, configurando il divino nell’umano, da quasi nove secoli nel tempio a Lui dedicato in Cefalù da Ruggero II il normanno. Questa immagine, infatti, o meglio la “Luce gentile che si irradia dal volto luminoso del bel Cristo Pantocratore”, mons. Giuseppe Marciante, assume a guida del suo ministero.

Questo, insieme al fatto che egli viene da Roma, dalla cerchia dei collaboratori pastorali del Santo Padre, ci fa supporre e sperare una rifondazione della nostra Diocesi nello spirito, esaltato – come vedremo - dal nuovo Vescovo, che era proprio dei Normanni; i quali come legati pontifici (in virtù della Legazia Apostolica commessa al Conte Ruggero) dovevano ricondurre la Sicilia alla fede cristiana in stretto legame con la sede apostolica di Roma. Della quale opera sono segni ben vistosi le tre cattedrali di Monreale, Palermo e Cefalù, nonché alcuni significativi insediamenti monastici, piccoli nelle dimensioni, ma importanti nella funzione religiosa di loro pertinenza, dei quali la abbazia premonstratense di Gratteri era certamente di non secondaria importanza. Come stanno a testimoniare i vari benefici in suo favore da parte dei sovrani normanni e il legame, anche se talora antagonistico, con la Cattedrale di Cefalù.

A tale speranza ci induce “l’impressione di vivere una nuova primavera” del Vescovo Giuseppe, il quale nel suo messaggio, di alto livello letterario con qualche venatura poetica, come quella che richiama la fioritura dei mandorli sulla scia della visione di Geremia, rileva che proprio «sin dall’epoca normanna Cefalù viene definita terra d’incontro tra i popoli, luogo privilegiato di sostentamento dei poveri e di quanti vi transitano. Uno dei tratti distintivi che caratterizza la chiesa di Cefalù è lo spirito di carità».

Il che ci lascia anche supporre che la telefonata del Papa (poco dopo la sua elezione) al parroco dello Spirito Santo in Cefalù non sia stata del tutto casuale, come non sia stata casuale l’udienza concessa a una delegazione diocesana guidata dal Vescovo Manzella. In Vaticano c’era certamente una particolare attenzione per la nostra Diocesi anche prima della salita al pontificato di Francesco, come ci fa ragionevolmente credere la scelta dell’icona dell’abside della nostra Cattedrale come simbolo dell’Anno della Fede, perché ritenuta dalla Chiesa universale imprescindibile per dare all’evento il richiamo figurativo più coinvolgente. In riconoscimento anche della potenza dell’arte musiva bizantina, che riesce ad esprimere con tanta vivezza quel trasumanar che - a detta del Poeta – “significar per verba non si poria”. Dove però l’umanità non si volatilizza, ma resta visibile nella sua portentosa carica di concretezza rivelatrice dell’identità insita in ogni essere umano.

Con queste premesse, la scelta del Pontefice in ordine alla copertura della sede episcopale di Cefalù, ispirata – come ogni fedele è tenuto a credere – dallo Spirito Santo, esprime la volontà di rivalutazione della Diocesi in linea con la storia e in considerazione del ruolo internazionale della città di Cefalù. Una storia e un ruolo di cui questa città deve dimostrarsi degna.

Cosa che oggi può fare anche in virtù del fatto che il suo nuovo Pastore è altamente consapevole del compito che gli è stato assegnato. Anche in relazione alle caratteristiche sociali e ambientali del territorio che gli è stato affidato. E proprio per questo motivo egli richiama nel suo messaggio il monito di Papa Francesco al Convegno dei delegati della CEI a Firenze nel 2015: «In ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni». Aggiungendo: «è mio vivo desiderio raccogliere questa consegna e condividerla con tutta la comunità diocesana».

Per ottemperare alla quale consegna, con filiale e devoto affetto, che veramente commuove, affida la Comunità del suo ministero «al dolce sguardo materno di Maria Santissima di Gibilmanna che, pellegrino, ho avuto modo di ammirare nell’estate del 2012». Volendo così meglio significare che non viene con l’animo di un funzionario, ma con l’animus del Pastore apostolico zelante e pienamente immedesimato nel sentire, anche riguardo alla devozione mariana, del suo gregge.

Il paese di Gratteri, in questa nuova esperienza di vita religiosa, può vantare una doppia vicinanza alla rinnovata guida paterna: quella della prossimità della sede locale e quella della presenza nel suo territorio di un’orma non insignificante del potere normanno in un punto nevralgico delle vie di comunicazione del tempo, nonché di essere stato attraversato, con grande concorso di popolo al seguito, dall’immagine della Vergine SS. di Gibilmanna nel lontano 1534. Oltre che dell’onore di essere il borgo più vicino al Santuario, ancora oggi meta di frequenti e numerosi pellegrinaggi, e di potersi vantare di avere dato i natali al fondatore del convento dei monaci francescani. Salvo il dovere di dimostrarsi degno di tanto prestigiosa tradizione.


Giuseppe Terregino






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Gibilmanna in Sicilia di Curzio Malaparte - Archivio A. di Francesca
Inviato da Dario Drago il 17/9/2017 11:30:00 (1103 letture)

Gibilmanna in Sicilia di Curzio Malaparte - Dall'archivio di Agostino di Francesca


Gibilmamma


Tra le tante carte lasciateci da nostro padre, Agostino Di Francesca, su alcuni fogli trovo, ordinatamente incollati, numerosi ritagli di articoli di carattere fiscale da lui pubblicati; un trafiletto di ben altra materia, gelosamente conservato, subito mi appare fuori posto.

Come avviene nel gioco enigmistico “Trova l’intruso”, esso produce in me un effetto-sorpresa. In questo caso, una duplice sorpresa: si tratta del ritaglio di un bellissimo, vecchio articolo su Gibilmanna, forse ignoto ai più, l’autore, nientepopodimenochè, Curzio Malaparte, considerato uno dei più grandi narratori del ‘900- ancorchè personaggio controverso e discusso- reso famoso dalla pubblicazione del romanzo “ La pelle” ( da cui Liliana Cavani ha tratto anche un film nel 1981) che dipinge, con toni grotteschi, la realtà di una Napoli disperata e corrotta nelle mani delle forze alleate, al termine della II guerra mondiale.

L’articolo reca in calce, timbrata, la data del 7 ottobre 1955, nonché, riportata a mano da mio padre, la seguente annotazione: “Il Serraglio di Curzio Malaparte, dal periodico Tempo”. Esso documenta la presenza dello scrittore a Gibilmanna nel lontano 1934.

La visita del sindaco di Castelbuono, nella casa di Capri, fa riaffiorare prepotentemente, nella mente dell’autore, il ricordo dei boschi di frassini - della “dolcissima manna che se ne ricava - tipici di quegli alti e felici luoghi” delle Madonie.

Sospettato di cospirazione antifascista, Curzio Malaparte viene infatti confinato a Lipari nel 1933, per cinque anni. Nel ’34, al rientro da Palermo, dove è stato sottoposto ad alcune visite mediche, sosta per una notte alla stazione dei carabinieri di Gibilmanna, prima di riprendere il viaggio verso la piccola isola.

Colpisce - in uno scrittore noto per l’irruenza, lo spirito provocatorio e il furore narrativo- il tratto delicato della penna nel descrivere una natura, quella madonita, aspra e selvaggia insieme, accecante nella sua sfolgorante bellezza.

Una breve visione, durata solo pochi istanti, quella di Gibilmanna con i suoi boschi di frassini, ma che gli lascerà il ricordo struggente e indelebile della “disumana bellezza della natura di Sicilia”, “crudelissima e dolorosa” insieme, e di un “lontano, felice sogno di libertà, sempre deluso”, fino al giorno della sua morte, avvenuta nel 1957.


Daniela Di Francesca


Gibilmanna curzio malaparte


Gibilmanna in Sicilia


È venuto ieri a trovarmi, nella mia casa di Capri, il sindaco di Castelbuono, che è il paese della manna, in Sicilia. Castelbuono è alta cinquecento metri sul mare, a ridosso delle Madonie: ed è famosa per i suoi grandi boschi di frassini, dai quali, per le ferite incise nella scorza, geme la manna che dissetò gli Ebrei nel deserto. Il sindaco di Castelbuono si chiama Carollo, ed è apparso lietamente sorpreso nell’apprendere che io conoscevo quei luoghi, e non soltanto Castelbuono, ma la contigua Gibilmanna, il cui nome saraceno vuol dire Monte della manna.

Nel 1934 ero confinato nell’isola di Lipari, ed essendo invalido di guerra mi accadde di dovermi recare a passar la periodica visita di controllo prima nel tubercolosario di Palermo, poi nell’ ospedale militare di Morreale. Al ritorno per Lipari, essendo partiti da Palermo nel tardo pomeriggio, e vietando il regolamento di far viaggiare i carcerati dopo il tramonto, i carabinieri di scorta mi fecero interrompere il viaggio a Cefalù. Ma le prigioni di Cefalù erano piene, e quel comando dei CC.RR. risolse di farmi trascorrere la notte a Gibilmanna, nella camera di sicurezza di quella Stazione di Carabinieri. Così conobbi quegli alti e felici luoghi, e i boschi di frassini, e la dolcissima manna. La mattina all’alba, prima di lasciar Gibilmanna per scendere a Cefalù, ottenni dalla mia scorta di sostare qualche istante a contemplare la disumana bellezza della natura di Sicilia, crudelissima e dolorosa per me, tanto m’appariva pura e serena.

Da quel giorno, sempre ho nel cuore Gibilmanna, e Castelbuono ricca di frassini, e il canto di Teocrito: “ Non v’è al mondo nulla di più felice, che il contemplare da un’alta riva il mare di Sicilia”. (Dalla mia prigione, udivo nella notte gemere i frassini, e lacrimar le bianche, dolci lacrime della manna, e le tenere, chiare foglie parlar sommesse nel vento. E mi dicevo: “Ah, potessi tornare un giorno, uomo libero, a contemplare da questa alta riva il mare di Sicilia!). E ieri, mentre Carollo mi parlava di Gibilmanna e di Castelbuono, io tornavo col cuore a quei monti, a quei boschi di frassini, alla verde spalla selvosa delle Madonie, a quel mio lontano, felice sogno di libertà, sempre deluso.

Curzio Malaparte

Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Disservizi telefonici a causa dell’incendio 2016? Ecco cosa fare
Inviato da Dario Drago il 2/12/2016 12:10:00 (1028 letture)

Disservizi telefonici a causa dell’incendio del 2016? Potresti avere diritto a un risarcimento


Disservizi telefonici incendio


Telefoni ancora muti nelle contrade di Cefalù, Lascari, Gratteri e Collesano dopo l'incendio del 15-16 giugno 2016.

Dopo molti mesi dall'incendio, il guasto non è stato ancora completamente riparato e gran parte degli utenti delle zone interessate continuano a non avere né linea telefonica né connessione a internet.

Una situazione che con il passare del tempo diventa sempre più insostenibile in quanto ad essere disagiati non sono soltanto utenze private ma anche aziende che utilizzano abitualmente telefono e internet per lavorare.

Ottenere informazioni certe sulla riparazione del guasto è praticamente impossibile; di certo c'è che gli operatori non sono ancora in grado di fornire una data certa per il ripristino delle linee.

Che i danni provocati dall'incendio fossero stati ingenti era stato subito chiaro, ma restare per mesi senza internet né telefono è un disservizio altrettanto grave per le centinaia di utenti che popolano le zone colpite dall'incendio.

Unione dei Consumatori, sostiene tutti quei cittadini che hanno subito o stanno subendo questi disagi per incentivare la pronta riparazione del problema e far ottenere loro un congruo indennizzo economico.

Se anche tu fai parte di coloro che hanno subìto o stanno ancora subendo disagi non esitare a contattarci. Unione dei Consumatori mettendo a tua disposizione il proprio staff di professionisti:

- raccoglie il tuo SOS

- accerta i casi di disservizio e valuta gli estremi della responsabilità del provider di servizi o del gestore telefonico

- ti assiste nell’istruzione e nella presentazione del reclamo;

- ti offre assistenza stragiudiziale e giudiziale;

- ti segue nell'iter  per la risoluzione del problema e l’ottenimento di un indennizzo congruo al danno subito.

Per ricevere informazioni o assistenza chiama al n. 091 9767830 – 091 9439038 oppure manda un messaggio tramite il nostro form: un nostro consulente ti ricontatterà in breve tempo.




Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Francesco Pio Castelli nuovo vice Presidente della Federparchi d’Italia
Inviato da Dario Drago il 26/5/2016 17:30:00 (1812 letture)

Francesco Pio Castelli è il nuovo vice Presidente della Federparchi d’Italia


francesco pio castelli - gratteri


Dopo quattro giornate intense dai colori vivaci e dalle mille sfumature, dove a fare da cornice sono state le bellezze del territorio, l’ospitalità e il calore della gente, il meeting del "Coloriamo il nostro futuro" si è ufficialmente concluso nel pomeriggio di giovedì 26 maggio, dove nella sala congressi del Centro Culturale "Orsa Maggiore" di Civitella Alfedena è stato eletto il mini Presidente della Federparchi d’Italia.

Gaetano Sacco, mini sindaco del Gargano, classe 2002, originario di Ischitella (FG), è stato eletto neo mini presidente della Federazione con 31 voti.

Il mini sindaco di Gratteri, Francesco Pio Castelli, con soli due voti in meno, spetta la vicepresidenza.

Una responsabilità non indifferente quella che spetta ai due giovani eletti, i quali, condottieri di una grande campagna elettorale, sono già pronti a mettere in atto quanto da loro promesso.

Dopo la proclamazione ufficiale del neo Presidente eletto e la premiazione del concorso “RiscopriAmo il nostro territorio" si è chiuso così il XVI° convegno Nazionale dei mini sindaci, con la voglia di rivedersi il prossimo anno a Peschici, nel Gargano (Puglia), un altro dei meravigliosi parchi che la nostra Italia possiede.

A Francesco vogliamo fare i migliori auguri per il risultato raggiunto, con l'auspicio che questo nuovo e importante impegno possa portare in alto il nome di Gratteri e delle Madonie.




Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Gratteri protagonista dell'edizione n. 100 della Targa Florio
Inviato da Dario Drago il 4/5/2016 15:40:00 (2412 letture)

Gratteri protagonista dell'edizione n. 100 della Targa Florio


targa florio 100


La Targa Florio, corsa automobilistica più antica del Mondo celebra la sua 100^ edizione e guarda con fierezza al futuro, attraverso un evento che ne racchiude quattro: Targa Florio Rally, Targa Florio Historic Rally, Targa Florio Classica e Targa Florio Historic Speed. Momento esclusivo da vivere in Sicilia dal 5 all’8 maggio 2016.

Dopo anni in cui l'elenco degli iscritti della Targa Florio non era "degno" della storia della gara, quest'anno tutti i piloti hanno risposto in maniera eccezionale, per stringersi tutti intorno alla gara automobilistica più vecchia al mondo. Si parla infatti di 92 iscritti alla gara CIR96 a quella del Campionato Regionale e 94 al Rally Storico. 282 quindi in assetto "rally" oltre a 138 che disputeranno, su altri percorsi, la gara di regolarità e il Ferrari Tribute ed infine ben 61 mitiche autovetture partecipanti all'Historic Speed, l'irripetibile evento che vedrà sfilare domenica mattina 61 fantastiche vetture sulle strade che le hanno rese famose un bel po' di anni orsono. Un weekend che metterà a dura prova gli organizzatori per gestire questi numeri, ma che farà della 100^ Targa Florio un evento unico.

Gratteri ne farà da protagonista con 2 eventi. Il primo, venedì 6 maggio, con la "prova cronometrata" all'interno della Targa Florio Classica + Ferrari Tribute che si svolgerà all'interno del centro urbano e precisamente in via Gibilmanna, corso Umberto, via ospedale, Viale Vittorio Emanuele e Piazza Ungheria. Alla prova parteciperanno Renato Pozzetto, John Elkann, Costanza Afan De Rivera nipote del più conosciuto Florio che inventò la Targa.

Sabato 7 maggio invece si terrà invece la "prova speciale" - Targa florio Rally, che prende il nome di "Gratteri". Saranno interessate dal passaggio la S.P. 28 e la intercomunale Gratteri-Cefalù.


Per maggiori info consultare il sito ufficiale dell'avento: www.targa-florio.it/




Voto: 10.00 (1 voto) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Presentata l'edizione numero 100 della Targa Florio
Inviato da Dario Drago il 10/2/2016 11:57:45 (1366 letture)

Presentata l'edizione numero 100 della Targa Florio


Targa florio 100


Definiti i due rally della 100th Targa Florio, l’evento che dal 5 all’8 maggio celebrerà il prestigioso traguardo raggiunto dalle edizioni disputate dalla Corsa automobilistica più antica del mondo, organizzata dall’AC Palermo in collaborazione con l’Automobile Club d’Italia. In via d’approvazione definitiva, si sono delineati i programmi ed i percorsi della Targa Florio Rally Internazionale di Sicilia, terzo round del Campionato Italiano Rally e della Targa Florio Historic Rally, terzo appuntamento del Campionato Italiano Rally Autostoriche, competizione per la quale sono state previste delle tasse d’iscrizioni agevolate per facilitare la partecipazione del più alto numero di appassionati specialisti delle gare al volante delle auto regine degli anni passati. Tasse d’iscrizione agevolate per le autostoriche fino a 1300 cc € 536,80; fino a 2000 cc.€ 598,80; oltre 2000 cc € 671,00. 

Tra le novità il ritorno delle auto in gara dinnanzi le leggendarie tribune di Floriopoli, che saranno teatro della sfida finale delle due competizioni.

Le informazioni vengono continuamente aggiornate sul sito www.targa-florio.it dove sono disponibili anche le schede d’iscrizione ed i programmi anche degli altri due esclusivi appuntamenti  della 100th Targa Florio: la Targa Florio Cassic e la Targa Florio Historic Speed.

La Targa Florio Rally Internazionale di Sicilia sarà il terzo round del Campionato Italiano Rally,  a coefficiente 1,5, con validità per il Trofeo Rally Asfalto e Campionato Regionale. La Targa Florio Historic Rally sarà il terzo appuntamento del Campionato Italiano Rally Autostoriche. Ancora una volta il quartier generale sarà nel territorio di Campofelice di Roccella con centro servizi all’Hotel Acacia e Targa Florio Village presso il complesso Mare Luna, sede dei parchi assistenza, proprio in quella Contrada Pistavecchia luogo della partenza delle prime tre edizioni della corsa nata nel 1906. Lo start sarà come tradizione venerdì 6 maggio dal cuore di Palermo dinnanzi al maestoso ed elegante Teatro Massimo. Dopo il via subito il primo spettacolare impegno cronometrato all’interno di Collesano. Seconda giornata di gara a completamento della prima tappa sabato 7 maggio, con due passaggi sulle prove “Lascari”, “Gratteri” e l’inedita “Pollina” ed a fine giornata di nuovo “Collesano”, in totale undici prove speciali nella prima tappa per 77,2 Km. Alla fine della prima tappa è previsto il traguardo finale per la gara di Campionato Regionale.

Domenica 8 maggio la tappa finale per entrambi i rally. Per il CIR prevista tre volte la “Campofelice di Roccella”, crono che prevede uno spettacolare passaggio all’interno del kartodromo di Lascari; due volte la “Piano Battaglia” e la sfida conclusiva sulla “Targa 100” che riporterà il passaggio dei concorrenti in gara dinnanzi le Tribune di Floriopoli alla volta di Cerda. Tornerà il rombo dei motori in corsa dinnanzi a quello che è considerato un autentico monumento dell’Automobilismo mondiale, sede dei box e della direzione gara ai tempi della Targa Florio velocità. I concorrenti del CIR percorreranno 77,2 Km di PS in totale. Il Tricolore Autostoriche effettuerà due passaggi sulla PS “Campofelice di Roccella” ed un solo passaggio sulle altre due prove, per un totale di 49 Km.

Traguardo a Cefalù nell’impareggiabile cornice di Piazza Duomo, dinnanzi alla celebre Cattedrale Normanna con cerimonia del Podio al centro della piazza, meta di visitatori in arrivo da tutto il mondo

Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : Definito il percorso della 99^ Targa Florio: Gratteri protagonista
Inviato da Dario Drago il 23/4/2015 13:47:15 (1547 letture)

Definito il percorso della 99^ Targa Florio: Gratteri protagonista


gratteri, targa florio


Definito dall’organizzatore Automobile Club Palermo e da Acisport il nuovo tracciato della 99^ Targa Florio, rivisitato a seguito degli eventi tellurici che hanno colpito l’autostrada A19 e le strade statali e provinciali, dopo aver preso in considerazione la chiusura al traffico veicolare di ingenti tratti e le limitazioni imposte dalla Prefettura che rendevano impossibile la chiusura di alcune strade sulle quali è stato dirottato il traffico pesante proveniente da Catania.

Il 28 maggio si parte alle ore 20 da Piazza Verdi (Teatro Massimo) e si raggiungerà Collesano per la prova spettacolo in notturna CITTA' di COLLESANO.

Il 29 maggio si effettueranno 3 prove speciali, la CAMPOFELICE (Campofelice-Lascari), la LASCARI (Lascari – Gratteri) e la CEFALU’ (Santa Lucia – Campella – bivio Sillitta) in salita. Le prove speciali saranno ripetute tre volte.

Il 30 maggio nuova prova re-inserita quest’anno, la prova GRATTERI (Gratteri – Gibilmanna – Cefalu’) in discesa. Le prove saranno ripetute tre volte, ad eccezione dei partecipanti al Targa Historic Rally che invece ripeteranno la prova soltanto due volte.

Arrivo previsto per le 13,30 in piazza Garibaldi a Campofelice di Roccella.

Anche quest’anno il paddock sarà allestito in località Mareluna raggiungibile dall’uscita di Buonfornello. Partenze e arrivi incrociate di CIR e Historic Rally tra Cefalù e Termini Imerese.

“Abbiamo fatto il massimo con le strade disponibili – ha dichiarato il presidente di A.C Palermo Angelo Pizzuto – ma anche in situazione di estrema difficoltà per lo stato delle strade e la chiusura della A19 ci tenevamo ad organizzare la 99^ edizione come segno di speranza per un territorio che non molla mai nonostante le avversità, cosi’ come la intendeva Vincenzo Florio”.

Voto: 10.00 (1 voto) - Vota questa news - Leggi tutto... | altri 3161 bytes | Commenti?
Comprensorio Madonita : I sindaci si mobilitano per il Centro nascite di Cefalù: il documento
Inviato da Dario Drago il 4/3/2015 10:10:00 (1077 letture)

I sindaci si mobilitano per il Centro nascite di Cefalù: il documento


donna incinta


Questo è il documento che è stato elaborato dai Sindaci dopo la riunione che si è tenuta nella mattinata di martedì al castello Bordonaro:


La conferenza dei sindaci del Distretto socio - sanitario 33, riunita alla presenza dei presidenti dei consigli comunali e dei capigruppo consiliari, preso atto delle notizie diffuse a mezzo stampa dall'Assessore alla Salute della Regione Siciliana, che, nei giorni scorsi, ha reso noto di aver firmato i decreti per la chiusura di alcuni punti nascita, fra cui quello in essere presso l'Ospedale Giglio di Cefalù.

Pur nella incertezza legata alla effettiva emissione di siffatto provvedimento, del quale, alla data odierna, non vi è riscontro sul sito istituzionale dell'Assessorato, non possono che esprimere un giudizio fortemente negativo, rispetto a scelte che, più che ad una razionale ed efficiente programmazione della sanità, sembrano oggi ispirarsi alla emotività correlata a recenti, tristi, fatti di cronaca ed alle polemiche seguite in ambito politico regionale e nazionale.

La imprescindibile esigenza di standard di sicurezza in ambito sanitario, specie nei reparti di neonatologia, non può risolversi nell'applicazione di rigidi criteri numerici che, disconoscendo gli alti livelli qualitativi offerti di un punto nascita come quello di Cefalù, finiscono con il mortificare il diritto di un territorio di mantenere viva la propria identità e minacciano la sicurezza dei nascituri, per via dei lungi tragitti, attraversi strade impervie, cui le partorienti saranno costrette per raggiungere nosocomi assai più distanti.

Invero, i motivi che, nel 2011, furono addotti per escludere Cefalù dalla rete dei punti nascita della Regione Siciliana appaiono oggi superati, in quanto, proprio il Governo regionale, ha dichiarato conclusa, con esito negativo, la sperimentazione gestionale che affidava all'ospedale una mission oncologica, e, archiviata la Fondazione con partner privato HSR Giglio, si è recentemente costituita la nuova Fondazione Istituto Giuseppe Giglio, i cui partner sono tutti soggetti di diritto pubblico.

Il nuovo assetto rende, di fatto, non attuale il decreto dell’Assessorato regionale della Salute del 2 dicembre 2011, e logicamente presuppone che alla nuova Fondazione, cui partecipano Aziende ospedaliere di grande rilievo, come Civico Benfratelli e Villa Sofia – Cervello, venga data l'opportunità di riorganizzare un servizio che, negli ultimi anni ha subito le incertezze e la visione a corto raggio di una gestione commissariale, e che anche per tale motivo non ha espresso le potenzialità che possono agevolmente consentire il superamento dei 500 parti l'anno.

Per quanto sopra, i Sindaci del Distretto socio - sanitario n. 33, interpretando la forte richiesta che si leva dal Territorio, chiedono al Presidente della Regione ed all'Assessore regionale alla Sanità di sospendere, ove già emanato, il provvedimento di chiusura del punto nascita presso l'Ospedale di Cefalù.

Si riservano, ove ciò non fosse, di mettere in atto tutte le iniziative tese al raggiungimento del risultato, sia in ambito giudiziario che politico, ma anche partecipando attivamente alle forme di protesta civile che già si levano da un Territorio che non può passivamente accettare la privazione di servizi essenziali che equivale alla privazione della identità stessa.


--- Una manifestazione di protesta civile contro la chiusura del Centro nascita di Cefalù si terrà Venerdi 6 marzo alle ore 10,30 a Palermo davanti alla sede della Presidenza della Regione Siciliana.




Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Leggi tutto... | altri 5206 bytes | Commenti?
(1) 2 3 4 ... 7 »



Gratteri.org su facebook
Link sponsorizzati


 

Gratteri.org © 2001-2016 | info webmaster@gratteri.org | Develop & Graphics by D3Design.it | CheFacile.com | Cookie policy