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Notizie : Gratteri: Estate 2018 e Sagra della Vastedda Fritta in versione XL
Inviato da Dario Drago il 31/7/2018 17:20:00 (969 letture)

Gratteri: Eventi Estate 2018 e Sagra della Vastedda Fritta in versione XL


Gratteri estate 2018


Sarà inaugurato il 3 agosto con la manifestazione di chiusura dell’Estate Ragazzi il cartellone degli eventi dell’estate Gratterese 2018 che, grazie al finanziamento del Comune di Gratteri, al  patrocinio di Palermo Capitale della Cultura 2018 e alla fattiva collaborazione di numerose associazioni e attività produttive, vede quest’anno un calendario articolato e ricco di eventi dal punto di vista culturale, musicale, sportivo ed enogastronomico.

C’è da a dire che, nonostante le ristrettezze economiche e di bilancio, l'Amministrazione Comunale, guidata dal Sindaco Avv. Giuseppe Muffoletto è riuscita comunque, considerando anche l’esiguo tempo a disposizione dall’Insediamento, ad offrire ai cittadini gratteresesi, agli emigrati e a tutti i visitatori una buona offerta di eventi.

Gli appuntamenti proseguiranno il 5 agosto con il “Military Shooting path air soft” a cura dell’ Asd IX Reparto Arditi d'Assalto Gratteri Softair e il Torneo di ‘500.

Dal 12 al 14 agosto si svolgerà la quarantesima “Sagra della Vastedda Fritta”, organizzata dalla Pro Loco Gratteri, che quest’anno nella sua versione XL verrà celebrata tra musica dal vivo, arte, cibo e cultura.

Numerosi infatti saranno gli appuntamenti proposti nella tre giorni, dalle visite guidate, alle estemporanee di pittura, al villaggio artigianale, alle degustazioni di prodotti tipici, alle numerose esibizioni live di complessi e band del panorama siciliano.

La manifestazione avrà il suo culmine il 14 agosto, giorno in cui di potrà degustare la tipica Vastedda Fritta, proposta quest’anno in più varianti.

Il 17 agosto si terrà invece "C’era una volta ...e c’é  ancora”, incontro con l’autrice Teresa Triscari che dialogherà con il Prof. Giovanni Cristina.

Venerdì 24, a cura dell’Archeo-club Italia (sede di Cefalù) si svolgerà la conferenza tematica "Alla scoperta del Gagini”, che avrà come relatore il Prof. Giuseppe Fazio.

Sabato 25 si terrà “Musica e Parole - Tra sogno e realtà” con Liana D'Angelo e Giuliano Cassataro e il 26, nell’ambito del Cefalù Film Festival (Pino Scicolone) avrà luogo il “Gratteri Film Festival”.

Dal 31 agosto a 2 settembre verrà riproposto il XXII° Festival di Musica Antica di Gratteri a cura dell’Ass."Musicamente” di Cinzia Guarino.

Il 2 settembre si svolgerà invece la prima edizione di “Calici al Tramonto”, una degustazione di vini di numerose aziende vitivinicole.

Dal 7 al 9 settembre si terranno i festeggiamenti in onore del patrono San Giacomo che avranno il loro culmine il 9 settembre,  giorno in cui si svolgerà la festa religiosa del santo e si terrà la sera il concerto di MARIO INCUDINE.

Domenica 19 e domenica 26 agosto, a cura dell’Associazione Intona Rumori, si terranno delle “Collettive d’arte” alla scoperta dei luoghi magici di Gratteri.

Infine, grazie a Gratteri Trekking, il 5, il 12 e il 19 agosto, si svolgeranno delle escursioni nel nostro territorio per tutti gli appassionati di Trekking.


 

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Notizie : L’Abbazia di S. Giorgio frutto della pace tra Papa e Re
Inviato da Dario Drago il 30/7/2018 11:40:00 (880 letture)

L’Abbazia di San Giorgio frutto della pace tra Papa e Re - di Giuseppe Terregino


Gratteri san giorgio


La domanda che sempre ci siamo fatti, quelli che in un modo o nell’altro ci siamo interessati della Chiesa di San Giorgio (per usare la denominazione corrente tra i compaesani di Gratteri), è stata: come mai l’insediamento di un ordine monastico così lontano da noi nel nostro territorio? Il motivo oggi può essere ragionevolmente conosciuto, stante la convergenza, nel progetto di un’opera come quella in questione, di diversi fattori attinenti ai protagonisti della realizzazione di essa. Protagonisti che vanno ricercati tra i due Ruggero, rispettivamente re di Sicilia e Duca di Puglia, padre e figlio primogenito, e il pontefice romano legittimo (Innocenzo II). Non tra altri, né predecessori né successori, se si tiene conto del fatto non trascurabile che «l'ordine premostratense venne approvato da papa Onorio II con la bolla Apostolicae disciplinae del 19 maggio 1126» e il Papa Innocenzo II, che – come vedremo – ne sostenne l’insediamento nel nostro territorio, avrebbe lasciato questa terra nel 1143 . Il che fa ben a ragione ritenere più che probabile la data intorno al 1140 della fondazione dell’Abbazia. Dato, inoltre, che prima né il Duca Ruggero né Innocenzo II potevano essere concordi nel dare inizio a un’opera del genere.


Gratteri san giorgio


Tra loro, anzi, c’era un conflitto piuttosto aspro riguardante il possesso dei territori dell’Italia meridionale di conquista normanna, che il Papa di Roma non intendeva lasciare nel dominio di Ruggero II, stante il fatto che questi aveva sostenuto dal 1130 (data della elezione) al 1138 l’antipapa Anacleto II, dal quale egli aveva ottenuto l’incoronazione regia. Solo dopo la vittoria di Ruggero a Galluccio sul Garigliano, col successivo trattato di pace di Mignano, nel luglio del 1139, Papa e Re tornarono concordi nel rispetto degli obblighi reciproci legati alla dipendenza feudale del secondo, investito per altro della Apostolica Legazia ereditata dal genitore Conte Ruggero. In ragione del fatto che col detto trattato – come sottolinea lo storico T. di Carpegna Falconieri - «Ruggero II, dietro prestazione dell'omaggio feudale e il versamento di un censo annuo, si vide riconosciuto il dominio sulla Sicilia e il titolo di re, mentre i suoi due figli ebbero il Ducato di Puglia e il Principato di Capua».


Questo fatto confermerebbe, se ce ne fosse  bisogno, quanto dicono il Passafiume (De origine ecclesiae cephaleditanae, Venezia 1645) e lo storico premonstratense N. Backmund (Monasticon Praemonstratense, Staubing 1952) circa la fondazione del cenobio in discorso: secondo l’uno, «fondato e dotato dal Duca Ruggero, come si legge nel diploma dato a Palermo dal Re di Sicilia Tancredi nell’anno 1190»; e secondo l’altro, «fondato intorno all’anno 1140 da Ruggero, figlio primogenito dell’omonimo re di Sicilia».


Ma il punto cruciale della vicenda, a sostegno della nostra tesi, sta nell’insediamento in loco dell’ordine monastico fondato da San Norberto di Xanten. Per un duplice motivo: perché si trattava di clero regolare, che rientrava nelle preferenze di Innocenzo II riguardo alla sua fiducia di fedeltà alla sede apostolica romana; e poi perché San Noberto gli era stato sempre vicino nel suo contrasto con Anacleto, che solo la morte riuscì a estromettere dalla sede papale di Roma. «Norberto di Xanten – dice in proposito T. di Carpegna - e Bernardo di Chiaravalle, due tra le figure più imponenti del XII secolo, furono i fieri sostenitori di Innocenzo II. … E se da parte del papa non furono lesinati aiuti e privilegi, è vero anche che il riconoscimento universale di I. II e la sua vittoria finale su Anacleto sono da ascrivere principalmente all'operato di Norberto e Bernardo».


Di questo abbiamo detto già abbastanza in precedenti note, pure su questo sito. Qui ci preme solo mettere in evidenza come i fatti sopra esposti concorrono a rendere il rudere della Chiesa di San Giorgio un documento storico di grande importanza, giacché la data della sua costruzione rappresenta un punto di svolta cruciale nel Cammino dei Normanni in Sicilia. Sarà, infatti, dopo il trattato di pace di Mignano che il regno di Ruggero II, canonicamente riconosciuto dal Papa, avrà, anche grazie all’ampliamento territoriale sancito dallo stesso, quella preminenza nell’area mediterranea di vera e propria potenza antagonista di Bisanzio. In virtù proprio della pacificazione di cui nel titolo di questa nota.


Giuseppe Terregino

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Notizie : L’abbazia di S. Giorgio, documento storico singolare e incancellabile
Inviato da Dario Drago il 18/5/2018 14:50:00 (844 letture)

L’abbazia di San Giorgio, documento storico singolare e incancellabile - di Giuseppe Terregino


Gratteri san giorgio


«Il cenobio venne fondato – secondo lo storico premonstratense N. Backmund - intorno all’anno 1140 da Ruggero, figlio primogenito di Ruggero II». La data e il nome del fondatore impongono una riflessione, stante che in essi è dato di leggere un motivo tutt’altro che casuale e senza nesso con la storia di un’epoca tormentata da conflitti di ogni genere tra il papato e l’impero, nonché tra questi e i regnanti di ogni livello e latitudine.

Il 1140 è una data per più versi significativa, specie se, come vedremo, è associata al nome del neo Duca di Puglia, protagonista della vittoria, nel 1139, sulle truppe papali a Galluccio sul Garigliano. Una vittoria che cambia in modo rilevante le dimensioni e il peso del Regno di Ruggero II nell’area del Mediterraneo, mentre rappresenta la conclusione della lunga vicenda che aveva visto il re di Sicilia implicato nello scisma apertosi nella Chiesa alla morte del papa Onorio II. La successione, infatti, non era stata univoca: al successore Innocenzo II si contrappose, quasi immediatamente, Anacleto II, sostenuto da una delle due fazioni in cui si erano divisi i cardinali elettori. Questi passerà alla storia come antipapa, anche se avrà un suo seguito. Tra cui Ruggero II, che proprio da lui era stato incoronato Re di Sicilia nel 1130.

Una incoronazione che Innocenzo riconosce solo dopo la scomparsa di Anacleto (1138), quando, in seguito alla conclusione della vicenda bellica a Galluccio, il 27 luglio 1139 «fu ratificato un trattato a Mignano. Con esso Ruggero II, dietro prestazione dell'omaggio feudale e il versamento di un censo annuo, si vide riconosciuto il dominio sulla Sicilia e il titolo di re, mentre i suoi due figli, ebbero il Ducato di Puglia e il Principato di Capua» (Tommaso Di Carpegna Falconieri, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62).

Non è nostra intenzione entrare nel merito delle vicende appena accennate. Non ne avremmo la competenza, né si avrebbe una delucidazione significativa riguardo al tema del nostro discorso, che è quello di far emergere il significato della fondazione della nostra Abbazia nella logica della politica religiosa dei Normanni. Un significato che sta proprio nel rapporto del nuovo regno col papato di Roma, adesso corroborato da due atti formali ineludibili: la Apostolica Legazia di Urbano II al Conte Ruggero e il sopracitato “omaggio feudale”, che equivaleva al formale riconoscimento di una autorità superiore alla propria nella persona (nel caso specifico, il Papa di Roma) verso cui veniva reso.

Se poi si aggiunge il dato della vicinanza di san Norberto di Assen, fondatore dell’ordine monastico dei premonstratensi, al Papa Innocenzo II e quello della predilezione di costui verso i canonici regolari e gli ordini monastici in generale, si ha qualche elemento in più per capire il motivo della presenza di una comunità cenobitica d’oltralpe in un recondito angolo del suolo siciliano e la non trascurabile rilevanza di essa nell’itinerario normanno da Cefalù a Monreale.

Dice ancora il citato scritto di T. Di Carpegna: «Norberto di Xanten e Bernardo di Chiaravalle, due tra le figure più imponenti del XII secolo, furono i fieri sostenitori di Innocenzo II. Questo condivideva con loro la formazione culturale, l'alto ideale di riforma della Chiesa, la propensione per gli ambienti monastici e canonicali, … E se da parte del papa non furono lesinati aiuti e privilegi, è vero anche che il riconoscimento universale di I. II e la sua vittoria finale su Anacleto sono da ascrivere principalmente all'operato di Norberto e Bernardo».

A questo legame, nato e rafforzatosi nel tempo trascorso da Innocenzo fuori di Roma, a ragione della pervicace resistenza di Anacleto a non lasciare la sede papale, non è certo azzardato riportare la fondazione dell’abbazia di San Giorgio. E non è neppure da escludere che la nascita della stessa rientrasse nelle clausole non scritte, ma ugualmente vincolanti, del trattato di Mignano. In ogni caso è certo che il Papa si sentisse meglio garantito riguardo al legame con la sua sede apostolica da un clero regolare, stante che per lui –come dice ancora T. Di Carpegna - «la vita regolare era infinitamente superiore a quella secolare». E questo «lo spinse a favorire il formarsi di congregazioni di canonici regolari che officiassero tutte nella medesima diocesi o provincia, che sottostessero a un capitolo generale (forse mutuato da quello cistercense) e che obbedissero a un priore generale. … . Così, i numerosi benefici concessi a Norberto di Xanten, fondatore dei premostratensi, e, attraverso di lui, alla sua arcidiocesi di Magdeburgo, miravano a porre sotto l'egida della riforma e della vita comune e regolare il potente moto di evangelizzazione che investiva l'Europa nordorientale».

Dopo quello che abbiamo sopra riportato, diventa quasi lapalissiano il motivo della fondazione di una abbazia premostratense nel territorio che, regnante Ruggero II, era privilegiato come sede morale del Regno. Cosa che risulta anche avvalorata dalla preferenza del medesimo Re di collocare nella cattedrale da lui fatta costruire il sarcofago che ne avrebbe dovuto raccogliere, alla fine dei suoi giorni, le spoglie mortali.

Non è quindi esagerato dire che il rudere della chiesa di San Giorgio in Gratteri abbia in sé l’eco della predicazione evangelica di un tale pilastro del monachesimo medievale quale fu San Norberto di Axen, un convertito, secondo la leggenda, come San Paolo dopo una caduta da cavallo a causa di un fulmine , che spese la successiva vita nella diffusione del Vangelo, come predicatore ambulante prima e quindi come fondatore, a Prémontré presso Laon, di un cenobio, su suggerimento del vescovo di questa sede, e quindi come vescovo di una sede molto importante, qual era a quel tempo quella di Magdeburgo. Il che rende il rudere assai prezioso e incancellabile perché singolare nel suo genere.

Non solo quindi i pregi stilistici del rudere rimasto, dei quali i competenti non si stancano di magnificare l’incomparabile valore di testimonianza sul lato artistico, sono motivo di salvaguardia di quello che rimane e, possibilmente, di restaurazione di quello divorato dall’usura del tempo e dall’incuria della gente, ma anche le connotazioni storiche qui succintamente rilevale. Perché queste ultime rendono a quello che rimane della gloriosa Abbazia di San Giorgio la giustizia che essa, in estrema solitudine – come dice il Backmund – attende nell’ammirevole incanto del suo sito.


GIUSEPPE TERREGINO



I. II dovette abbandonare Roma ad Anacleto e comportarsi come un antipapa, vagando per tre anni fra l'Italia settentrionale e la Francia. Il grande vantaggio di I. II rispetto al suo rivale fu tuttavia quello di ottenere la fedeltà di quasi tutto il clero regolare d'Occidente: i cluniacensi, i camaldolesi, i cistercensi, i certosini e i canonici regolari delle diverse congregazioni si schierarono subito dalla sua parte. I. II, che era stato canonico regolare, proveniva da un ambiente culturale rigoroso e permeato dallo spirito di riforma.

Egli proseguì la politica di benevolenza nei confronti del clero regolare che era stata già di Onorio II, ma riuscì a conferire a essa uno slancio e una vitalità senza precedenti. Il periodo compreso tra il suo pontificato e quello di Anastasio IV vide infatti il solido impiantarsi dei cistercensi in tutta Europa e fu testimone della massima espansione dei canonici regolari.

I. II perseguiva un proposito ancora più radicale, che però non riuscì a realizzare. La sua austera idea di riforma, per la quale la vita regolare era infinitamente superiore a quella secolare, lo spinse a favorire il formarsi di congregazioni di canonici regolari che officiassero tutte nella medesima diocesi o provincia, che sottostessero a un capitolo generale (forse mutuato da quello cistercense) e che obbedissero a un priore generale. Dietro queste concessioni si celava l'intenzione di sostituire il clero secolare diocesano con i canonici regolari, ovvero di sottomettere i cleri diocesani alla vita comune e regolare. Così, i numerosi benefici concessi a Norberto di Xanten, fondatore dei premostratensi, e, attraverso di lui, alla sua arcidiocesi di Magdeburgo, miravano a porre sotto l'egida della riforma e della vita comune e regolare il potente moto di evangelizzazione che investiva l'Europa nordorientale. Allo stesso modo, la proibizione di eleggere un vescovo senza il consiglio dei religiosi, contenuta nel canone 28 del II concilio Lateranense, è testimonianza dell'intenzione di affiancare i monaci e i canonici regolari agli ordinamenti istituzionali secolari, e di contare sul maggior numero possibile di vescovi provenienti dal mondo canonicale e monastico (Maccarrone).

Benché una tale imposizione del modello di vita regolare non ottenesse effetti durevoli, il favore mostrato dal papato innocenziano al monachesimo riformatore e al mondo canonicale provocò un tangibile rafforzamento del potere pontificio. Attraverso la collaborazione con i cistercensi e con i premostratensi fu infatti ampliata considerevolmente la possibilità, da parte del papa, di far valere la propria autorità nei chiostri e nelle sedi episcopali. Il pontificato di I. II, con la sua capacità di servirsi del clero regolare per imporre il primato della Sede romana, si può considerare un precursore dei grandi pontificati duecenteschi.

Norberto di Xanten e Bernardo di Chiaravalle, due tra le figure più imponenti del XII secolo, furono i fieri sostenitori di Innocenzo II. Questo condivideva con loro la formazione culturale, l'alto ideale di riforma della Chiesa, la propensione per gli ambienti monastici e canonicali, la durezza delle posizioni verso l'eresia: le condanne di Abelardo e di Arnaldo da Brescia, nelle quali appare la sintonia di vedute tra Bernardo e I. II, sono emblematiche. E se da parte del papa non furono lesinati aiuti e privilegi, è vero anche che il riconoscimento universale di I. II e la sua vittoria finale su Anacleto sono da ascrivere principalmente all'operato di Norberto e Bernardo.

Durante l'estate 1130, mentre il papa risaliva da Pisa a Genova e i suoi legati raggiungevano la Francia, re Luigi VI, che ancora non aveva preso posizione nei riguardi dello scisma, fece convocare un concilio a Étampes, affinché il clero francese si schierasse. Bernardo, assertore accanito della legittimità di I. II, fu presente al concilio e, orientando il dibattito sulle qualità morali dei contendenti anziché sulla legittimità dell'elezione, riuscì a convincere il clero di Francia a riconoscere Innocenzo II. Poco più tardi il pontefice, passando per Cluny e raggiungendo l'Alvernia, poté celebrare un suo primo concilio, che si tenne a Clermont il 18 nov. 1130 e nel quale egli inaugurò il suo programma di riforma, tramite l'emanazione di canoni concernenti essenzialmente la disciplina ecclesiastica. Permanendo in Francia con Bernardo sempre al suo fianco, I. II strinse saldi legami con il re, che incontrò a Saint-Benoît-sur-Loire e dal quale fu scortato fino a Orléans. Enrico I re d'Inghilterra, che si trovava nel suo ducato di Normandia, volle incontrarlo a Chartres e gli giurò fedeltà (13 genn. 1131).









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Notizie : Gratteri e la sua identità Arabo Normanna: eventi del 18 e 19 maggio
Inviato da Dario Drago il 13/5/2018 11:00:00 (1021 letture)

Gratteri e la sua identità Arabo Normanna: eventi del 18 e 19 maggio


Abbazia di San Giorgio Gratteri


A Gratteri, il 18 e 19 maggio, in occasione del “Palermo Capitale della Cultura 2018” - Madonie Landscapes, si terrano due giornate di studio dal titolo "Gratteri e la sua identità Arabo Normanna".

In particolare giorno 18, alle ore 8,30 in occasione della Giornata internazionale dei musei verrà organizzata, con la guida dell'Arch. Tania Culotta e con l'intervento performativo di Patrizia D’Antona nel ruolo di Icaro, un'escursione a piedi all’Abbazia di San Giorgio. Parteciperanno anche i bambini della scuola di Gratteri, guidati dal responsabile Prof.ssa Anna Ragusa e dal Dirigente scolastico Prof. Domenico Castiglia. (raduno in piazza scala)

Giorno 19, alle 9:30, presso il centro Ambientale del Parco della Madonie (c/o via del sole), si terrà un dibattito moderato da Adriana Scancarello, esperto del Commissario straordinario del Comune di Gratteri al quale parteciperanno:

- Vincenzo Raitano - Commissario straordinario del Comune di Gratteri

- Alessandro Ficile – So.Svi.Ma. Spa

- Salvatore Caltagirone – Ente Parco delle Madonie

- Tania Culotta – Tecnico progettista Riqualificazione Abbazia di San Giorgio

- Amedeo Tullio – Università degli Studi di Palermo

- Guido Meli – ICOM Italia, Sezione Sicilia

- Sebastiano Tusa – Assessore regionale BB.CC. e dell’Identità siciliana

Inoltre gli alunni della scuola di Gratteri presentano il video-progetto di promozione dell’Abbazia di San Giorgio, premiato dalla Fondazione Napoli 99


La cittadinanza tutta è invitata a partecipare!


Abbazia di San Giorgio Gratteri


 






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Notizie : A Gratteri il Masterclass per Direttore di Orchestra Fiati con il M° Andrea Loss
Inviato da Dario Drago il 4/4/2018 17:25:07 (672 letture)

A Gratteri il Masterclass per Direttore di Orchestra Fiati con il M° Andrea Loss


Andrea loss masterclass gratteri


Nei giorni 11 e 12 aprile p.v., l’Associazione Culturale Musicale “V. Bellini” di Gratteri organizzerà  grazie al supporto dell’Associazione di Promozione Sociale Pentamusa di Rocca di Capri Leone il Masterclass Annuale per Direttore di Orchestra Fiati con il M° Andrea Loss, affermato didatta e direttore della Rovereto Wind Orchestra che ha conquistato la quarta medaglia d’oro al World Music Contest Kerkrade, autentico campionato del mondo per bande musicali di ogni genere.

Durante le due giornate le lezioni si baseranno sulla Direzione (Teorica, tecnica e pratica) sul Repertorio, sulla Programmazione e gestione del gruppo.

Ospite d’eccezione, all’interno del workshop, il M° Luciano Feliciani, compositore per banda marchigiano affermato anche fuori dal territorio italiano.

Per maggiori informazioni contattare i n. 338 7026083 - 3388500009

 






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Notizie : La banda di Gratteri suona a Caltanissetta per il Giovedì Santo
Inviato da Dario Drago il 29/3/2018 11:00:00 (710 letture)

La banda di Gratteri a Caltanissetta per il Giovedì Santo con la Sacra Urna


Urna caltanissetta gratteri banda


Il Complesso Bandistico "Angelo Tornabene" di Gratteri parteciperà alla Processione delle vare il Giovedì Santo a Caltanissetta con il proprio repertorio di marce funebri.

La banda di Gratteri avrà l'onore di suonare per la SACRA URNA, di proprietà del Clero (in gestione alla Congregazione dei Cavalieri San Filippo Neri).

Per la processione delle Vare, per le strade sfilano in Processione i 16 Gruppi Sacri che rappresentano, in certo qual modo, le stazioni della Via Crucis.

Le Vare, opera per la maggior parte dei Biangardi, scultori napoletani della seconda metà dell'Ottocento, sono maestose in quanto accolgono ciascuna diversi personaggi in grandezza naturale. Ogni Vara, decorata di luci e di fiori, è accompagnata da un corteo di devoti, dal ceto dei proprietari, da portatori di candele e di fiaccole.

Tutte sono accompagnate da una banda e tutte le sedici bande suonano contemporaneamente durante il percorso.

Durante le sfilate processionali, infatti, le bande musicali hanno un’andatura molto lenta e con il passo cadenzato marciano dando l’effetto dell’annacata: tutto il corpo si lascia andare obliquamente rispetto al piano orizzontale, e vedere come le bande riescono ad effettuare questa pratica schematica e uniforme è molto suggestivo.

Nella tradizione dei Misteri di Caltanissetta la musica è un ingrediente importante da vivere con intensa passione.

La banda è quindi sempre presente. Le melodie meste, dolci, toccanti e piene di dolore delle marce funebri, non solo arricchiscono l’ambiente che circonda curiosi e fedeli, ma hanno il compito di rimarcare, accentuare i sentimenti, proprio come succede in un momento saliente di un film, dove la colonna sonora rimarca un movimento o un oggetto importante per la scena, creando pathos e suspence allo spettatore.

È una processione molto amata dalla città e che attrae moltissimi turisti, tanto che la folla fa ala sino a notte tarda, lungo tutto il percorso.

Gli scorsi anni la banda aveva partecipato più volte alla processione delle "Varicedde" il mercoledì santo.






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Notizie : Gratteri: domenica 25 marzo andrà in scena la Passio Christi
Inviato da Dario Drago il 20/3/2018 10:00:00 (604 letture)

Gratteri: domenica 25 marzo andrà in scena la Passio Christi


Passio Christi Gratteri


Domenica 25 marzo alle ore 21:00 all'interno della chiesa madre, andrà in scena la Passio Christi, una contemplazione della passione e morte di Gesù in 5 atti.

La Rappresentazione, durante la quale non mancheranno i momenti di riflessione e meditazione, ripercorrerà alcuni dei momenti della passione e morte di Gesù Cristo.

L'evento è voluto e promosso dalla Parrocchia San Michele arcangelo di Gratteri.

I canti sono a cura del Coro Polifonico Parrocchiale "Divinæ Laudes" e le scene a cura dei giovani della Parrocchia.

La voce narrante che reciterà testi e brani di autori vari è di Santi Cicardo.






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Notizie : Ecco il video della diretta di TGS Studio Stadio
Inviato da Dario Drago il 26/1/2018 0:00:00 (1250 letture)

Ecco il video della diretta di TGS Studio Stadio


TGS studio Stadio Gratteri


Sabato 20 gennaio alle ore 18:00, Gratteri è andata in onda nella nota trasmissione calcistica TGS Studio Stadio.

Nel corso della puntata, condotta da Salvatore Fazio, durante la quale si è commentata la partita SPEZIA - PALERMO (0-0), sono andati in onda 4 collegamenti da Gratteri a cura di Alessandro Matalone dove si è parlato delle nostre tradizioni e della nostra cucina. Sono stati intervistati Giuliana Cirincione, già campionessa regionale di Kumite, Giacomo Baudone, corridore gratterese e Crispino Conoscenti, ex portiere dilettantistico.

Cenni sulle ricette tipiche e sulle tradizioni sono stati presentati dalla Sig. Rosaria Matassa e da Sofia Cimino.

L'evento è promosso dalla Pro Loco di Gratteri.


Ecco il video della diretta:







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Notizie : Sabato 20 gennaio TGS Studio Stadio in diretta da Gratteri
Inviato da Dario Drago il 17/1/2018 12:10:00 (1102 letture)

Sabato 20 gennaio TGS Studio Stadio in diretta da Gratteri


Locandina TGS studio Stadio Gratteri


Sabato 20 gennaio alle ore 18:00, Gratteri andrà in diretta nella nota trasmissione calcistica TGS Studio Stadio.

Nel corso della trasmissione, condotta da Salvatore Fazio, durante la quale si commenterà la partita SPEZIA - PALERMO, verranno effettuati dei collegamenti con Gratteri a cura di Alessandro Matalone.

Si parlerà di Gratteri, delle nostre tradizioni e della nostra cucina. Inolte verrà intervistata Giuliana Cirincione, già campionessa regionale di Kumite.


Per sintonizzarsi su TGS basterà andare sul CANALE 15 del digitale terrestre.


L'evento è in collaborazione con la Pro Loco di Gratteri.


 






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Notizie : La lezione del presepe francescano di Greccio. Di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 21/12/2017 17:30:00 (849 letture)

La lezione del presepe francescano di Greccio. A cura di Giuseppe Terregino


Locandina recita


Lo sfarzo del tempo di Natale è così tanto da imporre una inevitabile meditazione, dato l’ossimoro vivente tra la sostanza e l’apparenza delle festività in itinere. Tanto lusso, infatti, mal si concilia con l’invito a volgere lo sguardo verso chi non ha neppure una coperta per ripararsi dal freddo, come la piccola fiammiferaia della più struggente favola di Andersen. E di piccole fiammiferaie oggi ce ne sono tante.

Allora, nel tempo di Andersen, questa contraddizione era più evidente nelle grandi città. Dove lo sfavillare delle luci nei negozi di leccornie faceva da rovescio alla medaglia dei focolari spenti nelle case abitate dalla povertà, pur essa assai diffusa.

Oggi, la globalizzazione economica ha pure omologato il costume, soprattutto nei riti del consumismo, che trasforma ogni evento di massa in un’occasione per dilatare il mercato del superfluo e dell’inutile. Pure nei paesetti c’è la medesima atmosfera cittadina.

Atmosfera che qui non vogliamo condannare. Si tratta, infatti, dei segni dei tempi, che non si possono cancellare con un colpo di spugna. Può soltanto valere la pena di portare alla contemplazione, nel presente, quello che viveva, un tempo purtroppo lontano, nella fantasia dei ragazzi di un paese come il nostro, i quali, ispirati dal presepe costruito in chiesa dal parroco (da noi nella cappella della Sante Spine), così erano portati a immaginare l’Epifania:


Dall’Oriente avanza una cometa

I Re Magi

nella notte stellata

la seguono incantati e fiduciosi.

E’ nato il Re dei re;

è nato il Salvatore;

Avanza la cometa.

Si posa finalmente:

è strano su una grotta.

Non si bussa a quella porta

Non si chiede neppur permesso:

l’uscio è aperto,

spalancato,

ed il Re –Verbo incarnato –

giace a terra

a braccia aperte.

Non va vanti la cometa.

Si stupiscono i Re Magi

e un dubbio li assale:

è costui il Re dei re?

La sapienza allor che vale

se ad un bimbo poverello

deve omaggio rassegnare?

Ma sta ferma la cometa.

La saggezza ora è ai suoi piedi:

Lui del mondo sa i misteri;

Lui del mondo sa i dolori.

La sapienza è del Signore,

la salvezza nell’amore.


L’ultima strofa non è più del ragazzo ma dell’adulto che non può più abbandonarsi alla fantasia ed è, invece, inevitabilmente portato a riflettere sui mali del mondo. Ma questa non è più poesia, mi si dirà. È vero. Ma anche il sogno della fiammiferaia di Andersen si concluse nella tragedia del suo corpo, che non poté trattenere l’anima disposta a volare tra le braccia della nonna, ossia dell’amore.

Ecco la realtà (non la semplice parola “amore” ) che deve girare per le strade del mondo in questi giorni. E per noi è d’obbligo non far travolgere dal frastuono del lusso consumistico lo spirito francescano di Greccio, dove nacque il presepio.

Pure ai tempi di Francesco c’erano le disuguaglianze di oggi. I mercanti la facevano da padroni. E proprio contro di loro, nella persona del suo stesso padre, egli si rivoltò. Perché sapeva quanto cinismo si annidi nella venalità mercantile. Quello stesso che oggi, nell’imperialismo dei mercati, un altro Francesco addita come causa della globalizzazione dell’indifferenza, che lascia indifferenti per l’appunto dinanzi al corpo di un bambino adagiato dalle onde (più pietose delle mani dell’uomo) su una spiaggia, simbolo di una umanità disperata che solo il mare accoglie nelle sue viscere mortali. Mentre l’altra umanità ammanta di splendore la Carità incarnatasi in un bimbo poverello perché lo sguardo del mondo fosse prevalentemente rivolto verso i suoi simili.

Per concludere, tutto è bello ciò che esalta la venuta del Signore sulla terra. Purché non si soffochi lo spirito di Greggio, che richiama l’umanità all’incontestabile assioma della salvezza nell’amore.


GIUSEPPE TERREGINO






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