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Comprensorio Madonita : La Diocesi di Cefalù nel cuore del Papa - A cura di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 20/2/2018 12:40:00 (960 letture)

La Diocesi di Cefalù nel cuore del Papa - A cura di Giuseppe Terregino


Locandina TGS studio Stadio Gratteri


Il messaggio del nuovo Vescovo alla comunità della Diocesi di Cefalù è un documento che va diretto al cuore della persona che abbia un minimo di fede in Cristo Salvatore, la cui immagine campeggia, configurando il divino nell’umano, da quasi nove secoli nel tempio a Lui dedicato in Cefalù da Ruggero II il normanno. Questa immagine, infatti, o meglio la “Luce gentile che si irradia dal volto luminoso del bel Cristo Pantocratore”, mons. Giuseppe Marciante, assume a guida del suo ministero.

Questo, insieme al fatto che egli viene da Roma, dalla cerchia dei collaboratori pastorali del Santo Padre, ci fa supporre e sperare una rifondazione della nostra Diocesi nello spirito, esaltato – come vedremo - dal nuovo Vescovo, che era proprio dei Normanni; i quali come legati pontifici (in virtù della Legazia Apostolica commessa al Conte Ruggero) dovevano ricondurre la Sicilia alla fede cristiana in stretto legame con la sede apostolica di Roma. Della quale opera sono segni ben vistosi le tre cattedrali di Monreale, Palermo e Cefalù, nonché alcuni significativi insediamenti monastici, piccoli nelle dimensioni, ma importanti nella funzione religiosa di loro pertinenza, dei quali la abbazia premonstratense di Gratteri era certamente di non secondaria importanza. Come stanno a testimoniare i vari benefici in suo favore da parte dei sovrani normanni e il legame, anche se talora antagonistico, con la Cattedrale di Cefalù.

A tale speranza ci induce “l’impressione di vivere una nuova primavera” del Vescovo Giuseppe, il quale nel suo messaggio, di alto livello letterario con qualche venatura poetica, come quella che richiama la fioritura dei mandorli sulla scia della visione di Geremia, rileva che proprio «sin dall’epoca normanna Cefalù viene definita terra d’incontro tra i popoli, luogo privilegiato di sostentamento dei poveri e di quanti vi transitano. Uno dei tratti distintivi che caratterizza la chiesa di Cefalù è lo spirito di carità».

Il che ci lascia anche supporre che la telefonata del Papa (poco dopo la sua elezione) al parroco dello Spirito Santo in Cefalù non sia stata del tutto casuale, come non sia stata casuale l’udienza concessa a una delegazione diocesana guidata dal Vescovo Manzella. In Vaticano c’era certamente una particolare attenzione per la nostra Diocesi anche prima della salita al pontificato di Francesco, come ci fa ragionevolmente credere la scelta dell’icona dell’abside della nostra Cattedrale come simbolo dell’Anno della Fede, perché ritenuta dalla Chiesa universale imprescindibile per dare all’evento il richiamo figurativo più coinvolgente. In riconoscimento anche della potenza dell’arte musiva bizantina, che riesce ad esprimere con tanta vivezza quel trasumanar che - a detta del Poeta – “significar per verba non si poria”. Dove però l’umanità non si volatilizza, ma resta visibile nella sua portentosa carica di concretezza rivelatrice dell’identità insita in ogni essere umano.

Con queste premesse, la scelta del Pontefice in ordine alla copertura della sede episcopale di Cefalù, ispirata – come ogni fedele è tenuto a credere – dallo Spirito Santo, esprime la volontà di rivalutazione della Diocesi in linea con la storia e in considerazione del ruolo internazionale della città di Cefalù. Una storia e un ruolo di cui questa città deve dimostrarsi degna.

Cosa che oggi può fare anche in virtù del fatto che il suo nuovo Pastore è altamente consapevole del compito che gli è stato assegnato. Anche in relazione alle caratteristiche sociali e ambientali del territorio che gli è stato affidato. E proprio per questo motivo egli richiama nel suo messaggio il monito di Papa Francesco al Convegno dei delegati della CEI a Firenze nel 2015: «In ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni». Aggiungendo: «è mio vivo desiderio raccogliere questa consegna e condividerla con tutta la comunità diocesana».

Per ottemperare alla quale consegna, con filiale e devoto affetto, che veramente commuove, affida la Comunità del suo ministero «al dolce sguardo materno di Maria Santissima di Gibilmanna che, pellegrino, ho avuto modo di ammirare nell’estate del 2012». Volendo così meglio significare che non viene con l’animo di un funzionario, ma con l’animus del Pastore apostolico zelante e pienamente immedesimato nel sentire, anche riguardo alla devozione mariana, del suo gregge.

Il paese di Gratteri, in questa nuova esperienza di vita religiosa, può vantare una doppia vicinanza alla rinnovata guida paterna: quella della prossimità della sede locale e quella della presenza nel suo territorio di un’orma non insignificante del potere normanno in un punto nevralgico delle vie di comunicazione del tempo, nonché di essere stato attraversato, con grande concorso di popolo al seguito, dall’immagine della Vergine SS. di Gibilmanna nel lontano 1534. Oltre che dell’onore di essere il borgo più vicino al Santuario, ancora oggi meta di frequenti e numerosi pellegrinaggi, e di potersi vantare di avere dato i natali al fondatore del convento dei monaci francescani. Salvo il dovere di dimostrarsi degno di tanto prestigiosa tradizione.


Giuseppe Terregino






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Notizie : Ecco il video della diretta di TGS Studio Stadio
Inviato da Dario Drago il 26/1/2018 0:00:00 (1250 letture)

Ecco il video della diretta di TGS Studio Stadio


TGS studio Stadio Gratteri


Sabato 20 gennaio alle ore 18:00, Gratteri è andata in onda nella nota trasmissione calcistica TGS Studio Stadio.

Nel corso della puntata, condotta da Salvatore Fazio, durante la quale si è commentata la partita SPEZIA - PALERMO (0-0), sono andati in onda 4 collegamenti da Gratteri a cura di Alessandro Matalone dove si è parlato delle nostre tradizioni e della nostra cucina. Sono stati intervistati Giuliana Cirincione, già campionessa regionale di Kumite, Giacomo Baudone, corridore gratterese e Crispino Conoscenti, ex portiere dilettantistico.

Cenni sulle ricette tipiche e sulle tradizioni sono stati presentati dalla Sig. Rosaria Matassa e da Sofia Cimino.

L'evento è promosso dalla Pro Loco di Gratteri.


Ecco il video della diretta:







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Notizie : Sabato 20 gennaio TGS Studio Stadio in diretta da Gratteri
Inviato da Dario Drago il 17/1/2018 12:10:00 (1102 letture)

Sabato 20 gennaio TGS Studio Stadio in diretta da Gratteri


Locandina TGS studio Stadio Gratteri


Sabato 20 gennaio alle ore 18:00, Gratteri andrà in diretta nella nota trasmissione calcistica TGS Studio Stadio.

Nel corso della trasmissione, condotta da Salvatore Fazio, durante la quale si commenterà la partita SPEZIA - PALERMO, verranno effettuati dei collegamenti con Gratteri a cura di Alessandro Matalone.

Si parlerà di Gratteri, delle nostre tradizioni e della nostra cucina. Inolte verrà intervistata Giuliana Cirincione, già campionessa regionale di Kumite.


Per sintonizzarsi su TGS basterà andare sul CANALE 15 del digitale terrestre.


L'evento è in collaborazione con la Pro Loco di Gratteri.


 






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Le Feste : Gratteri brinda al 2018 insieme alla Vecchia - Il Programma
Inviato da Dario Drago il 30/12/2017 2:40:00 (1604 letture)

Gratteri brinda al 2018 insieme alla Vecchia - Il Programma


Locandina A Vecchia


Arriva in anticipo la befana a Gratteri.

Il giorno di San Silvestro, in questo piccolo centro incastonato tra le colline delle Madonie, assume una veste gioiosa con una kermesse folcloristica, che ha come protagonista una Vecchia e baffuta signora a dorso di un asinello.

Una festa per i più piccini che attendono con trepidazione questo giorno non solo perché occasione di divertimento, ma anche perché l'indomani mattina ai piedi del letto troveranno i doni portati dalla «Vecchia».

Questa antica tradizione popolare, prenderà il via, domenica 31 dicembre, alle prime ore della sera.

Un corteo colorato e rumoroso partirà intorno alle 21:00 dal monte che si erge di fronte l'abitato, dall'interno della "Grotta Grattara" luogo ritenuto dai bambini l'abitazione dell'anziana «Vecchia» che, avvolta in un lenzuolo bianco, a dorso di un asinello percorrerà il tortuoso sentiero che taglia la montagna sino a raggiungere il centro abitato: qui a preannunciare il suo ingresso in città il suono di un corno.

La «Vecchia» sarà accompagnata da ragazzi che indosseranno i costumi tradizionali e inizieranno il loro rumoroso e gioioso percorso con fiaccole in mano e suoneranno campanacci annunciando l'arrivo della Vecchia in paese.

Durante il suo percorso «A Vecchia» distribuirà caramelle e regali ai bambini.

Alle 23:00 nella piazza principale di Gratteri andrà in scena il suggestiva "Processo all'anno vecchio", una sorta di tribunale del popolo dove in piazza si processeranno con grande ironia tutti i fatti locali e nazionali più interessanti.

Allo scoccare della mezzanotte sempre nella piazza principale si brinderà al nuovo anno con spumante e ‘turtigliuna’ (dolce tipico gratterese) oltre agli immancabili fuochi pirotecnici e all'animazione.

Infine, per concludere la serata sarà organizzata una mega spaghettata per tutti i presenti!

La manifestazione è organizzata dalla nuova "Pro Loco Gratteri" con la fattiva collaborazione dell'Associazione Culturale Musicale Vincenzo Bellini di Gratteri che allieterà l'evento e il patrocinio della Regione Siciliana, del Parco delle Madonie e del Comune di Gratteri.


Il Programma

Ore 21.00 - C.da San Nicola

La Vecchia, al suono dei corni e dei campanacci, partirà dalla Grotta Grattara, accompagnata dai ragazzi vestiti in abiti tradizionali che illumineranno il percorso con le terce a vento.

Il corteo attraverserà il centro di Gratteri e sosterà in alcune piazze. Ai bambini verranno distribuite caramelle e doni.


Ore 22.45 - Piazza Monumento

Sfilata della Vecchia verso la piazza principale accompagnata dagli attori del “processo”


Ore 23.00 - Piazza Principale

“Processo” all’anno vecchio


Ore 00.00 - Piazza Principale

Brindisi all’anno nuovo con spumante e ‘turtigliuna’, fuochi pirotecnici e animazione.

Per concludere la serata.. mega spaghettata!


La serata sará allietata dalla Complesso Bandistico Angelo Tornabene


 






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Notizie : La lezione del presepe francescano di Greccio. Di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 21/12/2017 17:30:00 (849 letture)

La lezione del presepe francescano di Greccio. A cura di Giuseppe Terregino


Locandina recita


Lo sfarzo del tempo di Natale è così tanto da imporre una inevitabile meditazione, dato l’ossimoro vivente tra la sostanza e l’apparenza delle festività in itinere. Tanto lusso, infatti, mal si concilia con l’invito a volgere lo sguardo verso chi non ha neppure una coperta per ripararsi dal freddo, come la piccola fiammiferaia della più struggente favola di Andersen. E di piccole fiammiferaie oggi ce ne sono tante.

Allora, nel tempo di Andersen, questa contraddizione era più evidente nelle grandi città. Dove lo sfavillare delle luci nei negozi di leccornie faceva da rovescio alla medaglia dei focolari spenti nelle case abitate dalla povertà, pur essa assai diffusa.

Oggi, la globalizzazione economica ha pure omologato il costume, soprattutto nei riti del consumismo, che trasforma ogni evento di massa in un’occasione per dilatare il mercato del superfluo e dell’inutile. Pure nei paesetti c’è la medesima atmosfera cittadina.

Atmosfera che qui non vogliamo condannare. Si tratta, infatti, dei segni dei tempi, che non si possono cancellare con un colpo di spugna. Può soltanto valere la pena di portare alla contemplazione, nel presente, quello che viveva, un tempo purtroppo lontano, nella fantasia dei ragazzi di un paese come il nostro, i quali, ispirati dal presepe costruito in chiesa dal parroco (da noi nella cappella della Sante Spine), così erano portati a immaginare l’Epifania:


Dall’Oriente avanza una cometa

I Re Magi

nella notte stellata

la seguono incantati e fiduciosi.

E’ nato il Re dei re;

è nato il Salvatore;

Avanza la cometa.

Si posa finalmente:

è strano su una grotta.

Non si bussa a quella porta

Non si chiede neppur permesso:

l’uscio è aperto,

spalancato,

ed il Re –Verbo incarnato –

giace a terra

a braccia aperte.

Non va vanti la cometa.

Si stupiscono i Re Magi

e un dubbio li assale:

è costui il Re dei re?

La sapienza allor che vale

se ad un bimbo poverello

deve omaggio rassegnare?

Ma sta ferma la cometa.

La saggezza ora è ai suoi piedi:

Lui del mondo sa i misteri;

Lui del mondo sa i dolori.

La sapienza è del Signore,

la salvezza nell’amore.


L’ultima strofa non è più del ragazzo ma dell’adulto che non può più abbandonarsi alla fantasia ed è, invece, inevitabilmente portato a riflettere sui mali del mondo. Ma questa non è più poesia, mi si dirà. È vero. Ma anche il sogno della fiammiferaia di Andersen si concluse nella tragedia del suo corpo, che non poté trattenere l’anima disposta a volare tra le braccia della nonna, ossia dell’amore.

Ecco la realtà (non la semplice parola “amore” ) che deve girare per le strade del mondo in questi giorni. E per noi è d’obbligo non far travolgere dal frastuono del lusso consumistico lo spirito francescano di Greccio, dove nacque il presepio.

Pure ai tempi di Francesco c’erano le disuguaglianze di oggi. I mercanti la facevano da padroni. E proprio contro di loro, nella persona del suo stesso padre, egli si rivoltò. Perché sapeva quanto cinismo si annidi nella venalità mercantile. Quello stesso che oggi, nell’imperialismo dei mercati, un altro Francesco addita come causa della globalizzazione dell’indifferenza, che lascia indifferenti per l’appunto dinanzi al corpo di un bambino adagiato dalle onde (più pietose delle mani dell’uomo) su una spiaggia, simbolo di una umanità disperata che solo il mare accoglie nelle sue viscere mortali. Mentre l’altra umanità ammanta di splendore la Carità incarnatasi in un bimbo poverello perché lo sguardo del mondo fosse prevalentemente rivolto verso i suoi simili.

Per concludere, tutto è bello ciò che esalta la venuta del Signore sulla terra. Purché non si soffochi lo spirito di Greggio, che richiama l’umanità all’incontestabile assioma della salvezza nell’amore.


GIUSEPPE TERREGINO






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Notizie : Gratteri: 60 neo attori in scena nel 'Natale del Signor Carota'
Inviato da Dario Drago il 15/12/2017 19:20:00 (991 letture)

Gratteri: 60 neo attori in scena nel 'Natale del Signor Carota'


Locandina recita


Il progetto "Inno al teatro" è stato ideato nel 2007 dall'attore, regista e cantautore Beppe Aurilia, originario di Ravenna, che negli ultimi 10 anni ha condotto in scena più di 2000 mila neo attori. Beppe Aurilia, ha portato il teatro nelle periferie e nei comuni d'Italia, realizzando progetti internazionali anche in Dakar (Senegal), Sofia (Bulgaria) e Spayer (Germania).

A Gratteri i 60 neo attori di tutte le fasce d'età debutteranno con lo spettacolo denominato "Il natale del Signor Carota" una trascrizione di Beppe Aurilia del canto di natale di Charles Dicknes.

Gli spettacoli si terranno il 17, 19 e 20 dicembre alle ore 20.30 presso la Chiesa di Santa Maria di Gesù.

L'iniziativa è voluta Don Francesco Richiusa e da Salvo Curcio nella qualità di Assessore del Comune di Gratteri in collaborazione con la Scuola Nicola Botta che ha sposato il progetto.






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Le Feste : La Pro Loco di Gratteri organizza 'Natale in paese' - Ecco il programma
Inviato da Dario Drago il 9/12/2017 10:00:00 (1242 letture)

La Pro Loco di Gratteri organizza 'Natale in paese' - Ecco il programma


Locandina Natale Gratteri


La Pro Loco di Gratteri organizza "Natale in Paese", una serie di attività e incontri che coinvolgeranno tutta la cittadinanza durante tutto il periodo Natalizio,

Ecco di seguito il programma delle manifestazioni:



8 dicembre - Centro Diurno - ore 21:00 - Giochiamo a tombola

13 dicembre - Centro Diurno - ore 20:00 - Santa Lucia tra arancine e cuccìa - Degustazione di arancine e cuccìa in una divertentissima serata

17 dicembre - Centro Diurno - ore 17:00 - Parliamo insieme ai bambini del Natale - A cura della Dott.ssa. Giusi Polizzotto

24 dicembre - Corso Umberto - ore 16:00 - Babbo Natale arriva a Gratteri

28 dicembre - Centro Diurno - ore 21:00 - Tombolone BIS

31 dicembre ‘A Vecchia - Tradizione, Folckore e divertimento nella notte più lunga dell'anno


Durante le festività natalizie si potranno visitare i presepi allestiti sotto l’Arco del Castello, presso Chiasso Alberto e in Chiesa Madre

A partire dall’8 dicembre c.so Umberto sarà illuminato e addobbato con luci e festoni di Natale










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Le Feste : Programma dei festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata
Inviato da Dario Drago il 24/11/2017 22:30:00 (876 letture)

Programma dei festeggiamenti in onore di Maria SS. Immacolata


Locandina Immacolata Gratteri


Dal 29 novembre al 7 dicembre 2017

17:00 • Chiesa di Santa Maria di Gesù • Canto dello stellario

17:30 • Chiesa di Santa Maria di Gesù • Celebrazione eucaristica


Giovedì 7 dicembre

21:00 • Chiesa di Santa Maria di Gesù • Ufficio delle letture e veglia di preghiera



venerdì 8 dicembre

08:30 • Chiesa madre • celebrazione eucaristica

11:00 • Chiesa di Santa Maria di Gesù • Solenne celebrazione eucaristica animata dal Coro Parrocchiale “Divinæ Laudes” e tesseramento dei soci di Azione Cattolica.

15:30 • Giro del Compl. Band. “A. Tornabene” per le vie del paese

16:30 • Piazza Monumento • intrattenimento bandistico

17:00 • Solenne Processione aux-flambeaux con il simulacro di Maria SS. Immacolata per le vie principali del paese, con la partecipazione del gruppo di Azione Cattolica Parrocchiale.

Durante la processione recita del santo rosario meditato. Al rientro della processione fuochi pirotecnici

18:15 • Chiesa di Santa Maria di Gesù • celebrazione eucaristica


• I festeggiamenti saranno allietati dal Complesso Bandistico ‘Angelo Tornabene’ - Gratteri

• In occasione dei festeggiamenti verrà allestito un mercatino natalizio presso i locali della Chiesa del Convento nei seguenti giorni e orari:

- Mercoledì 6 dicembre - ore 16:30-19:00

- Giovedì 7 dicembre - ore 16:30-19:00 / 21:00-22:30

- Venerdì 8 dicembre - ore 10:30-12:00 / 16:00-19:30


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Notizie : Si terrà a Gratteri il 26 novembre il Santa Cecilia Day
Inviato da Dario Drago il 20/11/2017 16:00:00 (922 letture)

Si terrà a Gratteri il 26 novembre il Santa Cecilia Day


Santa Cecilia Day


Domenica 26 novembre, in occasione dei festeggiamenti di di Santa Cecilia, patrona della musica, si terrà a Gratteri presso al Chiesa di San Sebastiano, il Santa Cecilia Day, una giornata di musica tra le bande di Cefalà Diana, Gangi e Gratteri.

Parteciperanno al gemellaggio musicale l'Associazione Cult. Musicale “G. Verdi” di Cefalà Diana diretta dal M° Francesco Crispiniano, l'Associazione Cult. Musicale “S. Cecilia”, diretta dal Maestro Ottiavio Brucato e il Complesso bandistico "Angelo Tornabene" di Gratteri diretto dal M° Francesco Cangelosi.

Il programma della giornata prevede alle ore 10 le prove comuni d'insieme e alle 18:30 il concerto aperto al pubblico dove si esibiranno oltre 90 elementi dei tre complessi.

La partecipazione all´evento è libera e gratuita.


 

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Si racconta che... : Il Barone usurpatore e il Vescovo santo - A Cura di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 17/11/2017 17:10:00 (1381 letture)

Il Barone usurpatore e il Vescovo santo - A Cura di Giuseppe Terregino


Nicolò de Burellis - Gratteri - Ventimiglia



Nella rassegna dei vescovi di Cefalù stilata da fra’ Benedetto Passafiume (v. De origine ecclesiae cephaleditanae, Venezia 1645) è citato un caso che fa cadere un’ombra sul paese di Gratteri. Il caso è quello del vescovo Nicolò de Burellis (vescovo della diocesi dal 1353 al 1359), del quale mons. Giuseppe Misuraca, nella Serie dei vescovi di Cefalù, sottolinea che fu «uomo di santa vita e di grande rettitudine. Per aver difeso i diritti della sua chiesa contro il Barone di Gratteri, che voleva usurpare il feudo della Roccella, fu cacciato dal suo Palazzo e chiuso nella prigione di Gratteri, dove morì il 1359 in fama di santità».

La triste vicenda è così narrata dal Passafiume nel citato volume – donde l’ha attinta il Misuraca - alla pagina 68: «Nicolò, uomo molto pio e in fama di santità, fu assunto alla chiesa di Cefalù sotto il sommo pontefice Innocenzo VI, ed essa egli guidò con straordinario zelo, come dimostra il fatto che ne fu acerrimo difensore e per lei ebbe a subire diverse traversie, specialmente perché non volle acconsentire alla alienazione della Roccella e per questo, vessato da afflizioni nelle carceri fuori di Cefalù, dopo un irreprensibile ministero pastorale si addormentò nel sonno di una santa morte. Ma ritrovato genuflesso con la faccia rivolta verso il cielo, venne trasferito e sepolto presso il seggio vescovile nel coro della cattedrale, dove rimase fino al 1642, quando il vescovo Corsetto curò che fossero esumate le ossa del suo scheletro, che fece conservare nella sacrestia. (Nicolò) resse la Chiesa, munendola di santissimi esempi per 17 anni».

Dopo la lettura del precedente passo, un gratterese si pone la domanda sulla fede dei propri antenati. Ma questi non c’entrano per nulla nella vicenda che abbiamo narrato. Essa è stata una bega, con finale tragico, fra il feudatario del luogo, Francesco II dei Ventimiglia, e il vescovo di Cefalù, la cui colpa era solo quella di difendere il patrimonio della sua chiesa di provenienza regia. Allora, sotto il regno di Federico III di Aragona (1355-1377), “i baroni – come dice Jean Huré (Storia della Sicilia, ED.RI.SI, Palermo 1982, p.90) – erano i padroni dell’isola. … Il popolo sprofondava nella miseria e l’Isola nell’anarchia feudale”. La Sicilia era straziata soprattutto “dalla sanguinosa rivalità tra le grandi famiglie, i Palizzi, i Ventimiglia, i Chiaramonte, gli Alagna”. Non contava neppure il re. Pensiamo un po’ se potevano contare i poveri sudditi di questi grandi e potentissimi feudatari che su di essi avevano diritto di vita e di morte.

Il barone che spadroneggiava a Gratteri era Francesco II Ventimiglia. Egli, oltre che barone di Gratteri, Conte di Collesano e sesto conte di Geraci, dopo la morte del fratello Emanuele che di questa contea era stato, come primogenito di Francesco I, il titolare, era anche Gran Camerario del Regno di Sicilia e sarebbe diventato Vicario del Regno medesimo nel 1377. La povera gente di Gratteri non c’entra per nulla nella vicenda criminale dell’assassinio del vescovo. Era, invece, di certo presente quando – come dice mons. Misuraca nel luogo citato - «il suo corpo venne trasportato con grande concorso di popolo nella cattedrale di Cefalù e sepolto sotto il solio vescovile, con l’indicazione di una semplice croce di porfido».

Purtroppo chi conduce il carro della storia non può o non vuole avere scrupoli umanitari: la conquista e il mantenimento del potere si fondano sulla categoria del cinismo. Quando si insedia un regime di governo, questo tende sempre a consolidarsi per durare il più a lungo possibile e a tal fine utilizza il suo potere, senza scrupoli di sorta. Non fa eccezione il regime feudale, che si instaura in Sicilia nel XIV secolo e, favorito dalla debolezza del regno dei successori di Federico d’Aragona, si rafforza surrogando lo stesso potere regio e dura fino al secolo XIX con strascichi di mentalità fino ai nostri giorni. «È questo – dice ancora lo Huré – il grande dramma della storia della Sicilia, uno dei drammi della storia dell’Italia moderna; nel momento stesso in cui si assisteva nell’Italia del Nord alla liquidazione del regime feudale, la Sicilia e tutto il Sud vi si sistemavano per secoli».

Evidentemente le storture dei regimi non vanno trasferite ipso facto su tutti gli individui che ne hanno detenuto il potere. Pure nel regime feudale – e noi ne abbiamo avuto qualche esempio pure a Gratteri – si incontrano personalità positive sotto l’aspetto dell’esercizio di esso. Precisato questo, va ribadito che non è certo giustificabile quella prepotenza di cui è stato incolpevole vittima il vescovo de Burellis. Ragione per cui per i gratteresi il carcere del castello dei Ventimiglia, benché ormai ridotto a una realtà del tutto virtuale, deve avere anche il significato di monito contro il dispotismo del potere, che non giudica e condanna secondo giustizia, ma soprattutto in funzione del tornaconto di chi comanda.


 

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