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Politica : Amministrative 2018: a Gratteri una sola lista elettorale
Inviato da Dario Drago il 17/5/2018 14:10:00 (1653 letture) News dello stesso autore

Amministrative 2018: a Gratteri una sola lista elettorale


Elezioni amministrative 2018


A Gratteri una sola lista parteciperà alla competizione elettorale del prossimo 10 giugno.

PROGETTO COMUNE - Solidarierà, Partecipazione e Controllo è il nome che è stato scelto dal gruppo che avrà come candidato Sindaco l'Avv. Giuseppe Muffoletto, già Sindaco in Gratteri in più tornate elettorali.

I candidati al Consiglio Comunale, grazie alla nuova legge, non saranno più 12, bensì 10; ecco i loro nomi:

- Agostaro Mariacristina; 

- Brocato Rosaria; 

- Cirrito Nico; 

- Drago Dario; 

- La Duca Renato; 

- Margiotta Stefania; 

- Santoro Francesco; 

- Serpegini Ciro; 

- Tedesco Antonio; 

- Tornabene Giacomo
.


Sono stati nominati Assessori l'Avv. Antonella Porcello e il Prof. Serafino Bonanno.


Di seguito la dichiarazione d'intenti:


Il nostro impegno: solidarietà partecipazione e controllo


"Un paese che litiga tutti i giorni non cresce, è malato"


Sono parole di Papa Francesco dette in occasione della Sua visita lo scorso 17 marzo a Pietrelcina. Sono parole che ci “costringono” a riflettere, in quanto costituiscono quasi la fotografia della situazione di questo nostro Comune negli ultimi anni. Ed allora, se così è, il compito di ognuno non può non essere quello di dare il proprio apporto al superamento della litigiosità e a ricercare le condizioni per una ripresa del cammino insieme, senza divaricazioni e inutili contrasti, ma uniti in un progetto comune. A conferma di tanto il simbolo reca, non a caso, tre parole: Solidarietà - Partecipazione e Controllo. Sono tre parole cui assegniamo profondo significato. E le sottoscriviamo, unitamente al programma dell’Amministrazione che andrà a costituirsi, perché rappresentino, quotidianamente, imperativi categorici cui ispirare l’azione amministrativa.



Perché Solidarietà



 Questo sentimento, che col passare degli anni si è affievolito nel cuore e nella ragione di ognuno di noi lasciando il posto a ripicche, a prese di posizione ed egoismi, deve tornare ad essere indefettibile connotato dell’azione di ciascuno nel lavoro comune mirato solo ed esclusivamente al bene della comunità. Solidarietà proviene dal “sentirsi corpo unico” e non ingranaggio di una operazione aritmetica, di una somma tra più componenti. Se a ciò ci limitassimo, se considerassimo questo momento di partenza quale mero espediente diretto all’acquisizione di consensi elettorali, allora avremmo fallito fin da subito! Solidarietà intesa, quindi, quale riappropriazione del senso vero e profondo della comune appartenenza per superare definitivamente incomprensioni, lacerazioni e sterili scontri. Ma solidarietà anche sotto altro profilo! Come impegno a riservare massima considerazione e attenzione soprattutto ai bisogni degli ultimi, dei più deboli. Solidarietà nei confronti degli anziani, inestimabile patrimonio di ogni comunità, e dei tanti giovani che non trovano un’occupazione lavorativa e a cui la politica ha mostrato i colori del disinganno.



Perché Partecipazione



 La gestione della cosa pubblica non può essere delegata a pochi, quasi che i “pochi” abbiano capacità e poteri taumaturgici tali da ritenerli depositari della verità. Partecipazione, quindi, deve essere intesa quale coinvolgimento del maggior numero possibile di cittadini che, in aggiunta a quelli che indosseranno la maglia di formali amministratori, possano loro stessi, con i loro suggerimenti e con la loro “disponibilità” a prendersi cura delle tematiche che affliggono la nostra comunità, e quindi giocare nella stessa metà del campo. Nella piena consapevolezza che l’altra metà è occupata dal degrado, dalla perdita di credibilità, dall’arretramento culturale e sociale, dall’impoverimento generalizzato. Ecco perché partecipazione! Per vincere la partita indossando la maglia della speranza!



Perché Controllo



 Avremmo potuto scrivere “trasparenza”. Abbiamo invece preferito “controllo”. Perché il senso di questo secondo termine è più profondo per le implicazioni che porta con sé. La trasparenza dell’azione amministrativa è ormai patrimonio del nostro ordinamento giuridico. E in quanto tale è un obbligo di legge. Il controllo, invece, supera il momento della trasparenza, diviene momento dinamico della vita democratica perché assegna all’assemblea dei cittadini il diritto e il potere di pretendere dagli amministratori ogni più utile chiarimento circa scelte fatte e da fare.






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