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Poeti e scrittori : Giuseppe Ganci Battaglia:il Poeta delle Madonie
Inviato da Piero Cirincione il 16/1/2006 9:43:25 (4501 letture) News dello stesso autore

Splendido articolo di Marco Fragale comparso sul giornalino 'QVIS VT DEVS' il Maggio 2005 sul Poeta Giuseppe Ganci Battaglia, che qui riportiamo integralmente. Buona Lettura a tutti.

Personalità di gran spicco, uomo di profonda cultura ed animo sensibilissimo nonché poeta, editore, scrittore siciliano. Nome che diede lustro al comune di Gratteri; uno dei più grandi poeti dialettali del 900 soprannominato il "poeta delle Madonie" per quel suo ritorno specie nei mesi estivi nella casa paterna, in quella piccola casetta situata vicino la chiesa di San Giacomo da lui stesso considerata la "fucina della poesia", luogo di ispirazione dove il Nostro creò i suoi canti più belli, le sue liriche soffuse di dolore e nostalgia ed alcuni dei suoi libri più noti. Nato nel 1901 nella casa del padre Giovanni a Gratteri, la vita del poeta è da subito travagliata e dolorosa a causa del distacco in giovane età dalla madre e dal fratellino Salvatore costretti ad emigrare in America. Il Nostro è affidato alle cure della sorella del padre, la zia Giovanna, insegnante elementare e, trasferitosi a Palermo studiò per divenire egli stesso maestro. Numerosi furono i dolori, le tragedie nel corso della sua vita, come la perdita in giovane età della moglie Eva. Rimasto solo e con due bimbi da crescere, Teresa ed Enrico, il poeta si apre e si lascia cullare dalla profonda malinconia; egli stesso dirà che "l'amarezza, l'ingiustizia fanno da acciarino al mio cuore e la poesia, allegra ed amara, sarcastica e pensosa sprizza fuori dall'urto ine-sorabile". Successivamente dopo essersi sposato per la seconda volta e la nascita dei figli Rosaria e Giovanni il destino sembra essergli nemico e ripetersi; il poeta rimane per l'ennesima volta vedovo e con quattro figli. "Il dolore, egli dirà, questo grande maestro di vita, che incombe sull'uomo di genio come un castigo ha fatto sempre vibrare la mia anima sensibilissima" e dopo l'intenso lavoro di ricerca che lo vede impegnato a frequentare le varie biblioteche di Palermo dove vive, il Nostro sente il bisogno di evadere, di tornare in montagna fra i pastori, i contadini, gli artigiani circondandosi di persone che lo amano con francescana semplicità. Si spegne nel giorno di Natale del 1977 a Palermo. Cinquant'anni di intensa attività culturale, letterale e teatrale che lo vede acclamato dal pubblico che lo apprezza per quel suo modo genuino di descrivere la realtà. Come poeta dialettale insieme ad Ignazio Buttitta nel 1927 fu condirettore del mensile d'arte " la Trazzera" (giornale di poesia e folklore) pubblicando un' intera monografia su cenni storici e tradizionali del comune di Gratteri che il poeta ebbe l'onore di reggere come primo e terzo podestà fascista. Nel 1929 fu eletto primo presidente generale dell' accademia "Giovanni Meli"; nel 1958 vinse il primo premio nazionale assoluto per la poesia dialettale al concorso "Conca D'Oro" meritandosi la medaglia d'oro ed il diploma. Premio per la cultura nel 1962; membro dell'Accademia dei 500 e dell'Accademia "Latinatis Excolandae" di Roma, nonché direttore della rivista Internazionale d'Info-rmazione Culturale "il Ciclope". Tra le opere pubblicate nel solo campo della poesia dialet-tale ricordiamo: Sangu Sicili-anu (1922); Amuri (1923); La Santuzza (1927); Surgiva (1940); il Volto della Vita (1958); Pupu di lignu (il poema di pinocchio); Al Milite Ignoto (1921); Sicilia Eroica ( un libretto com-memorativo pubblicato in occasione dell'inaugurazione nel 1921 del Monumento ai Caduti di Gratteri). Ma l'attività del Nostro non è ristretta e limitata nel solo campo poetico, infatti scrisse e pubblicò anche testi scolastici, pedagogici, Storie ( del Santuario di Gibilmanna, Ruggiero II..); poesie per fanciulli ( Trilli nell'azzurro); novelline (Quand'ero monello); romanzi (un asino e due bimbi); opere teatrali ( Acchianati ca s'abballa, la picuraredda siciliana, Radio Pitittu, Mi dimetto da marito...). Gratteri è fiera di avere avuto un figlio che l'ha saputa amare e vantare, dandole lustro ed onore anche se ancora oggi non tutti i gratteresi conoscono le opere e la notorietà del loro compaesano; quindi che questo piccolo articolo possa essere da sprone a quanti sono innamorati della poesia e del loro paese, affinché possano documentarsi e prendere atto di una realtà che li interessa da vicino.Soltanto nel 1999 le autorità locali, il presidente della regione siciliana con la presenza della terza moglie del poeta, hanno situato una lapide su quella casa, su quella "fucina della poesia", intitolandogli anche una piazza, il nostro belvedere.Io mi sento onorato di aver avuto un parente, un vicino di casa di cosi grande talento, e a volte la sera affacciandomi dal mio terrazzo mi piace osservare la mia bella, antica Gratteri che continua a trasmettere emozioni, ad incantare con il suo mistero, la sua suggestione, quanti vogliono alienarsi dal resto del mondo, scavare nella propria anima e lasciarsi trasportare dalle ali della poesia. Oltre al Ganci Battaglia sono numerosi in questo piccolo paese coloro che sanno apprezzare la vera poesia; sin dal passato questo scorcio di paesaggio immerso nella bellezza delle Madonie ha fatto da cornice, da musa ispiratrice a quanti hanno saputo stendere l'orecchio ed ascoltare la Natura. Il noto gratterese Ciccu Di Maria agli inizi del 900, nella sua Buccolica sosteneva che questa Terra è baciata dalla poesia che scorre nel sangue di tutti i gratteresi e riportava nei suoi versi: "staiu spranza a chiddu chi natura di sua propria volontà rigala e duna, ieu nni prufittu di la cungnintura ca la terra produci versi, e nun carduna". Per tutte le opere di Giuseppe Ganci Battaglia, sopra menzi-onate rimando alla curiosità dei lettori, citando invece due significative poesie del poeta; la prima è una descrizione drammatica e compassionevole delle strade del nostro paese di una volta, dove regnava purtroppo ancora la cruda miseria, la seconda è una sublime descrizione della nostra Grotta Grattara che in futuro potrebbe anche essere utilizzata come biglietto da visita per il Parco. . Marco Fragale

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