HOME NOTIZIE RUBRICHE FOTO ALBUM FORUM CONTATTI
  
   Registrati adesso su Gratteri.org!    Login
Conoscere Gratteri
Menu
Link sponsorizzati
Chi c'è online
7 utente(i) online
(3 utente(i) in News)

Iscritti: 0
Ospiti: 7

altro...
Menu (solo webmaster)



(1) 2 3 4 ... 58 »
Notizie : L’abbazia di S. Giorgio, documento storico singolare e incancellabile
Inviato da Dario Drago il 18/5/2018 14:50:00 (299 letture)

L’abbazia di San Giorgio, documento storico singolare e incancellabile - di Giuseppe Terregino


Gratteri san giorgio


«Il cenobio venne fondato – secondo lo storico premonstratense N. Backmund - intorno all’anno 1140 da Ruggero, figlio primogenito di Ruggero II». La data e il nome del fondatore impongono una riflessione, stante che in essi è dato di leggere un motivo tutt’altro che casuale e senza nesso con la storia di un’epoca tormentata da conflitti di ogni genere tra il papato e l’impero, nonché tra questi e i regnanti di ogni livello e latitudine.

Il 1140 è una data per più versi significativa, specie se, come vedremo, è associata al nome del neo Duca di Puglia, protagonista della vittoria, nel 1139, sulle truppe papali a Galluccio sul Garigliano. Una vittoria che cambia in modo rilevante le dimensioni e il peso del Regno di Ruggero II nell’area del Mediterraneo, mentre rappresenta la conclusione della lunga vicenda che aveva visto il re di Sicilia implicato nello scisma apertosi nella Chiesa alla morte del papa Onorio II. La successione, infatti, non era stata univoca: al successore Innocenzo II si contrappose, quasi immediatamente, Anacleto II, sostenuto da una delle due fazioni in cui si erano divisi i cardinali elettori. Questi passerà alla storia come antipapa, anche se avrà un suo seguito. Tra cui Ruggero II, che proprio da lui era stato incoronato Re di Sicilia nel 1130.

Una incoronazione che Innocenzo riconosce solo dopo la scomparsa di Anacleto (1138), quando, in seguito alla conclusione della vicenda bellica a Galluccio, il 27 luglio 1139 «fu ratificato un trattato a Mignano. Con esso Ruggero II, dietro prestazione dell'omaggio feudale e il versamento di un censo annuo, si vide riconosciuto il dominio sulla Sicilia e il titolo di re, mentre i suoi due figli, ebbero il Ducato di Puglia e il Principato di Capua» (Tommaso Di Carpegna Falconieri, Dizionario Biografico degli Italiani, vol. 62).

Non è nostra intenzione entrare nel merito delle vicende appena accennate. Non ne avremmo la competenza, né si avrebbe una delucidazione significativa riguardo al tema del nostro discorso, che è quello di far emergere il significato della fondazione della nostra Abbazia nella logica della politica religiosa dei Normanni. Un significato che sta proprio nel rapporto del nuovo regno col papato di Roma, adesso corroborato da due atti formali ineludibili: la Apostolica Legazia di Urbano II al Conte Ruggero e il sopracitato “omaggio feudale”, che equivaleva al formale riconoscimento di una autorità superiore alla propria nella persona (nel caso specifico, il Papa di Roma) verso cui veniva reso.

Se poi si aggiunge il dato della vicinanza di san Norberto di Assen, fondatore dell’ordine monastico dei premonstratensi, al Papa Innocenzo II e quello della predilezione di costui verso i canonici regolari e gli ordini monastici in generale, si ha qualche elemento in più per capire il motivo della presenza di una comunità cenobitica d’oltralpe in un recondito angolo del suolo siciliano e la non trascurabile rilevanza di essa nell’itinerario normanno da Cefalù a Monreale.

Dice ancora il citato scritto di T. Di Carpegna: «Norberto di Xanten e Bernardo di Chiaravalle, due tra le figure più imponenti del XII secolo, furono i fieri sostenitori di Innocenzo II. Questo condivideva con loro la formazione culturale, l'alto ideale di riforma della Chiesa, la propensione per gli ambienti monastici e canonicali, … E se da parte del papa non furono lesinati aiuti e privilegi, è vero anche che il riconoscimento universale di I. II e la sua vittoria finale su Anacleto sono da ascrivere principalmente all'operato di Norberto e Bernardo».

A questo legame, nato e rafforzatosi nel tempo trascorso da Innocenzo fuori di Roma, a ragione della pervicace resistenza di Anacleto a non lasciare la sede papale, non è certo azzardato riportare la fondazione dell’abbazia di San Giorgio. E non è neppure da escludere che la nascita della stessa rientrasse nelle clausole non scritte, ma ugualmente vincolanti, del trattato di Mignano. In ogni caso è certo che il Papa si sentisse meglio garantito riguardo al legame con la sua sede apostolica da un clero regolare, stante che per lui –come dice ancora T. Di Carpegna - «la vita regolare era infinitamente superiore a quella secolare». E questo «lo spinse a favorire il formarsi di congregazioni di canonici regolari che officiassero tutte nella medesima diocesi o provincia, che sottostessero a un capitolo generale (forse mutuato da quello cistercense) e che obbedissero a un priore generale. … . Così, i numerosi benefici concessi a Norberto di Xanten, fondatore dei premostratensi, e, attraverso di lui, alla sua arcidiocesi di Magdeburgo, miravano a porre sotto l'egida della riforma e della vita comune e regolare il potente moto di evangelizzazione che investiva l'Europa nordorientale».

Dopo quello che abbiamo sopra riportato, diventa quasi lapalissiano il motivo della fondazione di una abbazia premostratense nel territorio che, regnante Ruggero II, era privilegiato come sede morale del Regno. Cosa che risulta anche avvalorata dalla preferenza del medesimo Re di collocare nella cattedrale da lui fatta costruire il sarcofago che ne avrebbe dovuto raccogliere, alla fine dei suoi giorni, le spoglie mortali.

Non è quindi esagerato dire che il rudere della chiesa di San Giorgio in Gratteri abbia in sé l’eco della predicazione evangelica di un tale pilastro del monachesimo medievale quale fu San Norberto di Axen, un convertito, secondo la leggenda, come San Paolo dopo una caduta da cavallo a causa di un fulmine , che spese la successiva vita nella diffusione del Vangelo, come predicatore ambulante prima e quindi come fondatore, a Prémontré presso Laon, di un cenobio, su suggerimento del vescovo di questa sede, e quindi come vescovo di una sede molto importante, qual era a quel tempo quella di Magdeburgo. Il che rende il rudere assai prezioso e incancellabile perché singolare nel suo genere.

Non solo quindi i pregi stilistici del rudere rimasto, dei quali i competenti non si stancano di magnificare l’incomparabile valore di testimonianza sul lato artistico, sono motivo di salvaguardia di quello che rimane e, possibilmente, di restaurazione di quello divorato dall’usura del tempo e dall’incuria della gente, ma anche le connotazioni storiche qui succintamente rilevale. Perché queste ultime rendono a quello che rimane della gloriosa Abbazia di San Giorgio la giustizia che essa, in estrema solitudine – come dice il Backmund – attende nell’ammirevole incanto del suo sito.


GIUSEPPE TERREGINO



I. II dovette abbandonare Roma ad Anacleto e comportarsi come un antipapa, vagando per tre anni fra l'Italia settentrionale e la Francia. Il grande vantaggio di I. II rispetto al suo rivale fu tuttavia quello di ottenere la fedeltà di quasi tutto il clero regolare d'Occidente: i cluniacensi, i camaldolesi, i cistercensi, i certosini e i canonici regolari delle diverse congregazioni si schierarono subito dalla sua parte. I. II, che era stato canonico regolare, proveniva da un ambiente culturale rigoroso e permeato dallo spirito di riforma.

Egli proseguì la politica di benevolenza nei confronti del clero regolare che era stata già di Onorio II, ma riuscì a conferire a essa uno slancio e una vitalità senza precedenti. Il periodo compreso tra il suo pontificato e quello di Anastasio IV vide infatti il solido impiantarsi dei cistercensi in tutta Europa e fu testimone della massima espansione dei canonici regolari.

I. II perseguiva un proposito ancora più radicale, che però non riuscì a realizzare. La sua austera idea di riforma, per la quale la vita regolare era infinitamente superiore a quella secolare, lo spinse a favorire il formarsi di congregazioni di canonici regolari che officiassero tutte nella medesima diocesi o provincia, che sottostessero a un capitolo generale (forse mutuato da quello cistercense) e che obbedissero a un priore generale. Dietro queste concessioni si celava l'intenzione di sostituire il clero secolare diocesano con i canonici regolari, ovvero di sottomettere i cleri diocesani alla vita comune e regolare. Così, i numerosi benefici concessi a Norberto di Xanten, fondatore dei premostratensi, e, attraverso di lui, alla sua arcidiocesi di Magdeburgo, miravano a porre sotto l'egida della riforma e della vita comune e regolare il potente moto di evangelizzazione che investiva l'Europa nordorientale. Allo stesso modo, la proibizione di eleggere un vescovo senza il consiglio dei religiosi, contenuta nel canone 28 del II concilio Lateranense, è testimonianza dell'intenzione di affiancare i monaci e i canonici regolari agli ordinamenti istituzionali secolari, e di contare sul maggior numero possibile di vescovi provenienti dal mondo canonicale e monastico (Maccarrone).

Benché una tale imposizione del modello di vita regolare non ottenesse effetti durevoli, il favore mostrato dal papato innocenziano al monachesimo riformatore e al mondo canonicale provocò un tangibile rafforzamento del potere pontificio. Attraverso la collaborazione con i cistercensi e con i premostratensi fu infatti ampliata considerevolmente la possibilità, da parte del papa, di far valere la propria autorità nei chiostri e nelle sedi episcopali. Il pontificato di I. II, con la sua capacità di servirsi del clero regolare per imporre il primato della Sede romana, si può considerare un precursore dei grandi pontificati duecenteschi.

Norberto di Xanten e Bernardo di Chiaravalle, due tra le figure più imponenti del XII secolo, furono i fieri sostenitori di Innocenzo II. Questo condivideva con loro la formazione culturale, l'alto ideale di riforma della Chiesa, la propensione per gli ambienti monastici e canonicali, la durezza delle posizioni verso l'eresia: le condanne di Abelardo e di Arnaldo da Brescia, nelle quali appare la sintonia di vedute tra Bernardo e I. II, sono emblematiche. E se da parte del papa non furono lesinati aiuti e privilegi, è vero anche che il riconoscimento universale di I. II e la sua vittoria finale su Anacleto sono da ascrivere principalmente all'operato di Norberto e Bernardo.

Durante l'estate 1130, mentre il papa risaliva da Pisa a Genova e i suoi legati raggiungevano la Francia, re Luigi VI, che ancora non aveva preso posizione nei riguardi dello scisma, fece convocare un concilio a Étampes, affinché il clero francese si schierasse. Bernardo, assertore accanito della legittimità di I. II, fu presente al concilio e, orientando il dibattito sulle qualità morali dei contendenti anziché sulla legittimità dell'elezione, riuscì a convincere il clero di Francia a riconoscere Innocenzo II. Poco più tardi il pontefice, passando per Cluny e raggiungendo l'Alvernia, poté celebrare un suo primo concilio, che si tenne a Clermont il 18 nov. 1130 e nel quale egli inaugurò il suo programma di riforma, tramite l'emanazione di canoni concernenti essenzialmente la disciplina ecclesiastica. Permanendo in Francia con Bernardo sempre al suo fianco, I. II strinse saldi legami con il re, che incontrò a Saint-Benoît-sur-Loire e dal quale fu scortato fino a Orléans. Enrico I re d'Inghilterra, che si trovava nel suo ducato di Normandia, volle incontrarlo a Chartres e gli giurò fedeltà (13 genn. 1131).









Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Politica : Amministrative 2018: a Gratteri una sola lista elettorale
Inviato da Dario Drago il 17/5/2018 14:10:00 (1373 letture)

Amministrative 2018: a Gratteri una sola lista elettorale


Elezioni amministrative 2018


A Gratteri una sola lista parteciperà alla competizione elettorale del prossimo 10 giugno.

PROGETTO COMUNE - Solidarierà, Partecipazione e Controllo è il nome che è stato scelto dal gruppo che avrà come candidato Sindaco l'Avv. Giuseppe Muffoletto, già Sindaco in Gratteri in più tornate elettorali.

I candidati al Consiglio Comunale, grazie alla nuova legge, non saranno più 12, bensì 10; ecco i loro nomi:

- Agostaro Mariacristina; 

- Brocato Rosaria; 

- Cirrito Nico; 

- Drago Dario; 

- La Duca Renato; 

- Margiotta Stefania; 

- Santoro Francesco; 

- Serpegini Ciro; 

- Tedesco Antonio; 

- Tornabene Giacomo
.


Sono stati nominati Assessori l'Avv. Antonella Porcello e il Prof. Serafino Bonanno.


Di seguito la dichiarazione d'intenti:


Il nostro impegno: solidarietà partecipazione e controllo


"Un paese che litiga tutti i giorni non cresce, è malato"


Sono parole di Papa Francesco dette in occasione della Sua visita lo scorso 17 marzo a Pietrelcina. Sono parole che ci “costringono” a riflettere, in quanto costituiscono quasi la fotografia della situazione di questo nostro Comune negli ultimi anni. Ed allora, se così è, il compito di ognuno non può non essere quello di dare il proprio apporto al superamento della litigiosità e a ricercare le condizioni per una ripresa del cammino insieme, senza divaricazioni e inutili contrasti, ma uniti in un progetto comune. A conferma di tanto il simbolo reca, non a caso, tre parole: Solidarietà - Partecipazione e Controllo. Sono tre parole cui assegniamo profondo significato. E le sottoscriviamo, unitamente al programma dell’Amministrazione che andrà a costituirsi, perché rappresentino, quotidianamente, imperativi categorici cui ispirare l’azione amministrativa.



Perché Solidarietà



 Questo sentimento, che col passare degli anni si è affievolito nel cuore e nella ragione di ognuno di noi lasciando il posto a ripicche, a prese di posizione ed egoismi, deve tornare ad essere indefettibile connotato dell’azione di ciascuno nel lavoro comune mirato solo ed esclusivamente al bene della comunità. Solidarietà proviene dal “sentirsi corpo unico” e non ingranaggio di una operazione aritmetica, di una somma tra più componenti. Se a ciò ci limitassimo, se considerassimo questo momento di partenza quale mero espediente diretto all’acquisizione di consensi elettorali, allora avremmo fallito fin da subito! Solidarietà intesa, quindi, quale riappropriazione del senso vero e profondo della comune appartenenza per superare definitivamente incomprensioni, lacerazioni e sterili scontri. Ma solidarietà anche sotto altro profilo! Come impegno a riservare massima considerazione e attenzione soprattutto ai bisogni degli ultimi, dei più deboli. Solidarietà nei confronti degli anziani, inestimabile patrimonio di ogni comunità, e dei tanti giovani che non trovano un’occupazione lavorativa e a cui la politica ha mostrato i colori del disinganno.



Perché Partecipazione



 La gestione della cosa pubblica non può essere delegata a pochi, quasi che i “pochi” abbiano capacità e poteri taumaturgici tali da ritenerli depositari della verità. Partecipazione, quindi, deve essere intesa quale coinvolgimento del maggior numero possibile di cittadini che, in aggiunta a quelli che indosseranno la maglia di formali amministratori, possano loro stessi, con i loro suggerimenti e con la loro “disponibilità” a prendersi cura delle tematiche che affliggono la nostra comunità, e quindi giocare nella stessa metà del campo. Nella piena consapevolezza che l’altra metà è occupata dal degrado, dalla perdita di credibilità, dall’arretramento culturale e sociale, dall’impoverimento generalizzato. Ecco perché partecipazione! Per vincere la partita indossando la maglia della speranza!



Perché Controllo



 Avremmo potuto scrivere “trasparenza”. Abbiamo invece preferito “controllo”. Perché il senso di questo secondo termine è più profondo per le implicazioni che porta con sé. La trasparenza dell’azione amministrativa è ormai patrimonio del nostro ordinamento giuridico. E in quanto tale è un obbligo di legge. Il controllo, invece, supera il momento della trasparenza, diviene momento dinamico della vita democratica perché assegna all’assemblea dei cittadini il diritto e il potere di pretendere dagli amministratori ogni più utile chiarimento circa scelte fatte e da fare.






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Notizie : Gratteri e la sua identità Arabo Normanna: eventi del 18 e 19 maggio
Inviato da Dario Drago il 13/5/2018 11:00:00 (697 letture)

Gratteri e la sua identità Arabo Normanna: eventi del 18 e 19 maggio


Abbazia di San Giorgio Gratteri


A Gratteri, il 18 e 19 maggio, in occasione del “Palermo Capitale della Cultura 2018” - Madonie Landscapes, si terrano due giornate di studio dal titolo "Gratteri e la sua identità Arabo Normanna".

In particolare giorno 18, alle ore 8,30 in occasione della Giornata internazionale dei musei verrà organizzata, con la guida dell'Arch. Tania Culotta e con l'intervento performativo di Patrizia D’Antona nel ruolo di Icaro, un'escursione a piedi all’Abbazia di San Giorgio. Parteciperanno anche i bambini della scuola di Gratteri, guidati dal responsabile Prof.ssa Anna Ragusa e dal Dirigente scolastico Prof. Domenico Castiglia. (raduno in piazza scala)

Giorno 19, alle 9:30, presso il centro Ambientale del Parco della Madonie (c/o via del sole), si terrà un dibattito moderato da Adriana Scancarello, esperto del Commissario straordinario del Comune di Gratteri al quale parteciperanno:

- Vincenzo Raitano - Commissario straordinario del Comune di Gratteri

- Alessandro Ficile – So.Svi.Ma. Spa

- Salvatore Caltagirone – Ente Parco delle Madonie

- Tania Culotta – Tecnico progettista Riqualificazione Abbazia di San Giorgio

- Amedeo Tullio – Università degli Studi di Palermo

- Guido Meli – ICOM Italia, Sezione Sicilia

- Sebastiano Tusa – Assessore regionale BB.CC. e dell’Identità siciliana

Inoltre gli alunni della scuola di Gratteri presentano il video-progetto di promozione dell’Abbazia di San Giorgio, premiato dalla Fondazione Napoli 99


La cittadinanza tutta è invitata a partecipare!


Abbazia di San Giorgio Gratteri


 






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Notizie : A Gratteri il Masterclass per Direttore di Orchestra Fiati con il M° Andrea Loss
Inviato da Dario Drago il 4/4/2018 17:25:07 (421 letture)

A Gratteri il Masterclass per Direttore di Orchestra Fiati con il M° Andrea Loss


Andrea loss masterclass gratteri


Nei giorni 11 e 12 aprile p.v., l’Associazione Culturale Musicale “V. Bellini” di Gratteri organizzerà  grazie al supporto dell’Associazione di Promozione Sociale Pentamusa di Rocca di Capri Leone il Masterclass Annuale per Direttore di Orchestra Fiati con il M° Andrea Loss, affermato didatta e direttore della Rovereto Wind Orchestra che ha conquistato la quarta medaglia d’oro al World Music Contest Kerkrade, autentico campionato del mondo per bande musicali di ogni genere.

Durante le due giornate le lezioni si baseranno sulla Direzione (Teorica, tecnica e pratica) sul Repertorio, sulla Programmazione e gestione del gruppo.

Ospite d’eccezione, all’interno del workshop, il M° Luciano Feliciani, compositore per banda marchigiano affermato anche fuori dal territorio italiano.

Per maggiori informazioni contattare i n. 338 7026083 - 3388500009

 






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Notizie : La banda di Gratteri suona a Caltanissetta per il Giovedì Santo
Inviato da Dario Drago il 29/3/2018 11:00:00 (437 letture)

La banda di Gratteri a Caltanissetta per il Giovedì Santo con la Sacra Urna


Urna caltanissetta gratteri banda


Il Complesso Bandistico "Angelo Tornabene" di Gratteri parteciperà alla Processione delle vare il Giovedì Santo a Caltanissetta con il proprio repertorio di marce funebri.

La banda di Gratteri avrà l'onore di suonare per la SACRA URNA, di proprietà del Clero (in gestione alla Congregazione dei Cavalieri San Filippo Neri).

Per la processione delle Vare, per le strade sfilano in Processione i 16 Gruppi Sacri che rappresentano, in certo qual modo, le stazioni della Via Crucis.

Le Vare, opera per la maggior parte dei Biangardi, scultori napoletani della seconda metà dell'Ottocento, sono maestose in quanto accolgono ciascuna diversi personaggi in grandezza naturale. Ogni Vara, decorata di luci e di fiori, è accompagnata da un corteo di devoti, dal ceto dei proprietari, da portatori di candele e di fiaccole.

Tutte sono accompagnate da una banda e tutte le sedici bande suonano contemporaneamente durante il percorso.

Durante le sfilate processionali, infatti, le bande musicali hanno un’andatura molto lenta e con il passo cadenzato marciano dando l’effetto dell’annacata: tutto il corpo si lascia andare obliquamente rispetto al piano orizzontale, e vedere come le bande riescono ad effettuare questa pratica schematica e uniforme è molto suggestivo.

Nella tradizione dei Misteri di Caltanissetta la musica è un ingrediente importante da vivere con intensa passione.

La banda è quindi sempre presente. Le melodie meste, dolci, toccanti e piene di dolore delle marce funebri, non solo arricchiscono l’ambiente che circonda curiosi e fedeli, ma hanno il compito di rimarcare, accentuare i sentimenti, proprio come succede in un momento saliente di un film, dove la colonna sonora rimarca un movimento o un oggetto importante per la scena, creando pathos e suspence allo spettatore.

È una processione molto amata dalla città e che attrae moltissimi turisti, tanto che la folla fa ala sino a notte tarda, lungo tutto il percorso.

Gli scorsi anni la banda aveva partecipato più volte alla processione delle "Varicedde" il mercoledì santo.






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Notizie : Gratteri: domenica 25 marzo andrà in scena la Passio Christi
Inviato da Dario Drago il 20/3/2018 10:00:00 (379 letture)

Gratteri: domenica 25 marzo andrà in scena la Passio Christi


Passio Christi Gratteri


Domenica 25 marzo alle ore 21:00 all'interno della chiesa madre, andrà in scena la Passio Christi, una contemplazione della passione e morte di Gesù in 5 atti.

La Rappresentazione, durante la quale non mancheranno i momenti di riflessione e meditazione, ripercorrerà alcuni dei momenti della passione e morte di Gesù Cristo.

L'evento è voluto e promosso dalla Parrocchia San Michele arcangelo di Gratteri.

I canti sono a cura del Coro Polifonico Parrocchiale "Divinæ Laudes" e le scene a cura dei giovani della Parrocchia.

La voce narrante che reciterà testi e brani di autori vari è di Santi Cicardo.






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Comprensorio Madonita : La Diocesi di Cefalù nel cuore del Papa - A cura di G. Terregino
Inviato da Dario Drago il 20/2/2018 12:40:00 (640 letture)

La Diocesi di Cefalù nel cuore del Papa - A cura di Giuseppe Terregino


Locandina TGS studio Stadio Gratteri


Il messaggio del nuovo Vescovo alla comunità della Diocesi di Cefalù è un documento che va diretto al cuore della persona che abbia un minimo di fede in Cristo Salvatore, la cui immagine campeggia, configurando il divino nell’umano, da quasi nove secoli nel tempio a Lui dedicato in Cefalù da Ruggero II il normanno. Questa immagine, infatti, o meglio la “Luce gentile che si irradia dal volto luminoso del bel Cristo Pantocratore”, mons. Giuseppe Marciante, assume a guida del suo ministero.

Questo, insieme al fatto che egli viene da Roma, dalla cerchia dei collaboratori pastorali del Santo Padre, ci fa supporre e sperare una rifondazione della nostra Diocesi nello spirito, esaltato – come vedremo - dal nuovo Vescovo, che era proprio dei Normanni; i quali come legati pontifici (in virtù della Legazia Apostolica commessa al Conte Ruggero) dovevano ricondurre la Sicilia alla fede cristiana in stretto legame con la sede apostolica di Roma. Della quale opera sono segni ben vistosi le tre cattedrali di Monreale, Palermo e Cefalù, nonché alcuni significativi insediamenti monastici, piccoli nelle dimensioni, ma importanti nella funzione religiosa di loro pertinenza, dei quali la abbazia premonstratense di Gratteri era certamente di non secondaria importanza. Come stanno a testimoniare i vari benefici in suo favore da parte dei sovrani normanni e il legame, anche se talora antagonistico, con la Cattedrale di Cefalù.

A tale speranza ci induce “l’impressione di vivere una nuova primavera” del Vescovo Giuseppe, il quale nel suo messaggio, di alto livello letterario con qualche venatura poetica, come quella che richiama la fioritura dei mandorli sulla scia della visione di Geremia, rileva che proprio «sin dall’epoca normanna Cefalù viene definita terra d’incontro tra i popoli, luogo privilegiato di sostentamento dei poveri e di quanti vi transitano. Uno dei tratti distintivi che caratterizza la chiesa di Cefalù è lo spirito di carità».

Il che ci lascia anche supporre che la telefonata del Papa (poco dopo la sua elezione) al parroco dello Spirito Santo in Cefalù non sia stata del tutto casuale, come non sia stata casuale l’udienza concessa a una delegazione diocesana guidata dal Vescovo Manzella. In Vaticano c’era certamente una particolare attenzione per la nostra Diocesi anche prima della salita al pontificato di Francesco, come ci fa ragionevolmente credere la scelta dell’icona dell’abside della nostra Cattedrale come simbolo dell’Anno della Fede, perché ritenuta dalla Chiesa universale imprescindibile per dare all’evento il richiamo figurativo più coinvolgente. In riconoscimento anche della potenza dell’arte musiva bizantina, che riesce ad esprimere con tanta vivezza quel trasumanar che - a detta del Poeta – “significar per verba non si poria”. Dove però l’umanità non si volatilizza, ma resta visibile nella sua portentosa carica di concretezza rivelatrice dell’identità insita in ogni essere umano.

Con queste premesse, la scelta del Pontefice in ordine alla copertura della sede episcopale di Cefalù, ispirata – come ogni fedele è tenuto a credere – dallo Spirito Santo, esprime la volontà di rivalutazione della Diocesi in linea con la storia e in considerazione del ruolo internazionale della città di Cefalù. Una storia e un ruolo di cui questa città deve dimostrarsi degna.

Cosa che oggi può fare anche in virtù del fatto che il suo nuovo Pastore è altamente consapevole del compito che gli è stato assegnato. Anche in relazione alle caratteristiche sociali e ambientali del territorio che gli è stato affidato. E proprio per questo motivo egli richiama nel suo messaggio il monito di Papa Francesco al Convegno dei delegati della CEI a Firenze nel 2015: «In ogni comunità, in ogni parrocchia e istituzione, in ogni Diocesi e circoscrizione, in ogni regione, cercate di avviare, in modo sinodale, un approfondimento della Evangelii Gaudium, per trarre da essa criteri pratici e per attuare le sue disposizioni». Aggiungendo: «è mio vivo desiderio raccogliere questa consegna e condividerla con tutta la comunità diocesana».

Per ottemperare alla quale consegna, con filiale e devoto affetto, che veramente commuove, affida la Comunità del suo ministero «al dolce sguardo materno di Maria Santissima di Gibilmanna che, pellegrino, ho avuto modo di ammirare nell’estate del 2012». Volendo così meglio significare che non viene con l’animo di un funzionario, ma con l’animus del Pastore apostolico zelante e pienamente immedesimato nel sentire, anche riguardo alla devozione mariana, del suo gregge.

Il paese di Gratteri, in questa nuova esperienza di vita religiosa, può vantare una doppia vicinanza alla rinnovata guida paterna: quella della prossimità della sede locale e quella della presenza nel suo territorio di un’orma non insignificante del potere normanno in un punto nevralgico delle vie di comunicazione del tempo, nonché di essere stato attraversato, con grande concorso di popolo al seguito, dall’immagine della Vergine SS. di Gibilmanna nel lontano 1534. Oltre che dell’onore di essere il borgo più vicino al Santuario, ancora oggi meta di frequenti e numerosi pellegrinaggi, e di potersi vantare di avere dato i natali al fondatore del convento dei monaci francescani. Salvo il dovere di dimostrarsi degno di tanto prestigiosa tradizione.


Giuseppe Terregino






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Notizie : Ecco il video della diretta di TGS Studio Stadio
Inviato da Dario Drago il 26/1/2018 0:00:00 (1002 letture)

Ecco il video della diretta di TGS Studio Stadio


TGS studio Stadio Gratteri


Sabato 20 gennaio alle ore 18:00, Gratteri è andata in onda nella nota trasmissione calcistica TGS Studio Stadio.

Nel corso della puntata, condotta da Salvatore Fazio, durante la quale si è commentata la partita SPEZIA - PALERMO (0-0), sono andati in onda 4 collegamenti da Gratteri a cura di Alessandro Matalone dove si è parlato delle nostre tradizioni e della nostra cucina. Sono stati intervistati Giuliana Cirincione, già campionessa regionale di Kumite, Giacomo Baudone, corridore gratterese e Crispino Conoscenti, ex portiere dilettantistico.

Cenni sulle ricette tipiche e sulle tradizioni sono stati presentati dalla Sig. Rosaria Matassa e da Sofia Cimino.

L'evento è promosso dalla Pro Loco di Gratteri.


Ecco il video della diretta:







Voto: 10.00 (2 voti) - Vota questa news - Commenti?
Notizie : Sabato 20 gennaio TGS Studio Stadio in diretta da Gratteri
Inviato da Dario Drago il 17/1/2018 12:10:00 (840 letture)

Sabato 20 gennaio TGS Studio Stadio in diretta da Gratteri


Locandina TGS studio Stadio Gratteri


Sabato 20 gennaio alle ore 18:00, Gratteri andrà in diretta nella nota trasmissione calcistica TGS Studio Stadio.

Nel corso della trasmissione, condotta da Salvatore Fazio, durante la quale si commenterà la partita SPEZIA - PALERMO, verranno effettuati dei collegamenti con Gratteri a cura di Alessandro Matalone.

Si parlerà di Gratteri, delle nostre tradizioni e della nostra cucina. Inolte verrà intervistata Giuliana Cirincione, già campionessa regionale di Kumite.


Per sintonizzarsi su TGS basterà andare sul CANALE 15 del digitale terrestre.


L'evento è in collaborazione con la Pro Loco di Gratteri.


 






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
Le Feste : Gratteri brinda al 2018 insieme alla Vecchia - Il Programma
Inviato da Dario Drago il 30/12/2017 2:40:00 (1289 letture)

Gratteri brinda al 2018 insieme alla Vecchia - Il Programma


Locandina A Vecchia


Arriva in anticipo la befana a Gratteri.

Il giorno di San Silvestro, in questo piccolo centro incastonato tra le colline delle Madonie, assume una veste gioiosa con una kermesse folcloristica, che ha come protagonista una Vecchia e baffuta signora a dorso di un asinello.

Una festa per i più piccini che attendono con trepidazione questo giorno non solo perché occasione di divertimento, ma anche perché l'indomani mattina ai piedi del letto troveranno i doni portati dalla «Vecchia».

Questa antica tradizione popolare, prenderà il via, domenica 31 dicembre, alle prime ore della sera.

Un corteo colorato e rumoroso partirà intorno alle 21:00 dal monte che si erge di fronte l'abitato, dall'interno della "Grotta Grattara" luogo ritenuto dai bambini l'abitazione dell'anziana «Vecchia» che, avvolta in un lenzuolo bianco, a dorso di un asinello percorrerà il tortuoso sentiero che taglia la montagna sino a raggiungere il centro abitato: qui a preannunciare il suo ingresso in città il suono di un corno.

La «Vecchia» sarà accompagnata da ragazzi che indosseranno i costumi tradizionali e inizieranno il loro rumoroso e gioioso percorso con fiaccole in mano e suoneranno campanacci annunciando l'arrivo della Vecchia in paese.

Durante il suo percorso «A Vecchia» distribuirà caramelle e regali ai bambini.

Alle 23:00 nella piazza principale di Gratteri andrà in scena il suggestiva "Processo all'anno vecchio", una sorta di tribunale del popolo dove in piazza si processeranno con grande ironia tutti i fatti locali e nazionali più interessanti.

Allo scoccare della mezzanotte sempre nella piazza principale si brinderà al nuovo anno con spumante e ‘turtigliuna’ (dolce tipico gratterese) oltre agli immancabili fuochi pirotecnici e all'animazione.

Infine, per concludere la serata sarà organizzata una mega spaghettata per tutti i presenti!

La manifestazione è organizzata dalla nuova "Pro Loco Gratteri" con la fattiva collaborazione dell'Associazione Culturale Musicale Vincenzo Bellini di Gratteri che allieterà l'evento e il patrocinio della Regione Siciliana, del Parco delle Madonie e del Comune di Gratteri.


Il Programma

Ore 21.00 - C.da San Nicola

La Vecchia, al suono dei corni e dei campanacci, partirà dalla Grotta Grattara, accompagnata dai ragazzi vestiti in abiti tradizionali che illumineranno il percorso con le terce a vento.

Il corteo attraverserà il centro di Gratteri e sosterà in alcune piazze. Ai bambini verranno distribuite caramelle e doni.


Ore 22.45 - Piazza Monumento

Sfilata della Vecchia verso la piazza principale accompagnata dagli attori del “processo”


Ore 23.00 - Piazza Principale

“Processo” all’anno vecchio


Ore 00.00 - Piazza Principale

Brindisi all’anno nuovo con spumante e ‘turtigliuna’, fuochi pirotecnici e animazione.

Per concludere la serata.. mega spaghettata!


La serata sará allietata dalla Complesso Bandistico Angelo Tornabene


 






Voto: 0.00 (0 voti) - Vota questa news - Commenti?
(1) 2 3 4 ... 58 »



Gratteri.org su facebook
Link sponsorizzati


 

Gratteri.org © 2001-2016 | info webmaster@gratteri.org | Develop & Graphics by D3Design.it | CheFacile.com | Cookie policy