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A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!
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ARTICOLO INVIATO DA FRANCESCO AGOSTARO
nick: ORASTOGA

Amo le buone tradizioni ma non sono tradizionalista, semplicemente cerco di capire e distinguere. Del resto, del passato, “non tuttu è uoru chiddu chi luci”.

Della festa del Corpus Domini a Gratteri, con le relative processioni, ho vaghi ricordi e della “Tuccata
o Cacciata di lupi” non mi è chiaro il significato per cui nasce in me il desiderio di indagare e cercare spiegazioni attraverso analogie linguistiche e riferimenti storici che permettano di capire i perché e i per come di quanto riferito nelle NEWS di Gratteri.org

Quel giorno, il giovedì, l’ultimo dell’ottavario della festa con relative processioni e “artarieddi”, a Gratteri “i mastri”, gli artigiani cioè, si fornivano di tamburi e, insieme, eseguivano una bella tammuriniata in giro per il paese. Evidentemente si trattava, per la maggior parte, di gente poco o per niente esperta nel suono del tamburo, tanto che il “concerto” che ne veniva fuori non offriva certo un bel sentire. Forse per questo motivo fu chiamata “a cacciata di lupi” (1), una frase pittoresca per dire disordine, confusione, che certo non di un suono armonioso si trattava.

Questo tipo di figura espressiva non è l’unica nei modi di dire grattalusci. Un’altra si riferisce al suono disordinato delle campane che serve a chiamare a raccolta in occasione di un incendio. Per dire che le campane non vengono suonate con ritmo e armonia si suole dire con ironia: “fuocu a S. Giorgio”. Si tratta quindi di espressioni colorite con riferimento a esperienze collettive realmente vissute.

Tuttavia la questione che stimola di più la mia curiosità riguarda il nesso tra i lupi e la festa del Corpus Domini. Perché proprio durante la festa del Corpus Domini bisognava cacciare i lupi? E di che tipo di lupi si trattava?

Sappiamo che la festa è stata istituita per la chiesa universale nel 1264, in seguito al miracolo di Bolsena, come espressione liturgica della dottrina eucaristica. Nel canto “Pange lingua glorioso…” è sintetizzata da S. Tommaso d’Aquino tutta la teologia sulla presenza reale di Cristo nell’Eucaristia. Nel XVI sec. questo dogma venne contestato aspramente dalla riforma protestante e, soprattutto in Francia, diventò oggetto di grandi dispute e forti controversie che contribuirono a produrre quelle guerre di religione la cui violenza trovò il culmine nella Strage di San Bartolomeo del 24 agosto - 17 settembre 1572. In quei giorni i cattolici
massacrarono molti Ugonotti in varie città della Francia e il numero complessivo dei morti fu stimato in circa 70.000 persone.

I protestanti francesi, detti appunto ugonotti, erano iconoclasti e trovavano nelle raffigurazioni dei santi e di Cristo motivi di contestazioni. Non credevano nell’Eucaristia e quindi anche la processione del Corrpus Domini diventava spesso occasione di scontri per contestare la dottrina cattolica; anche allora si era
soliti abbellire le strade al passaggio delle processioni, ma gli ugonotti si rifiutavano di esporre le loro belle coperte al passaggio dell’Ostia consacrata e ne deridevano il culto e le manifestazioni. I Cattolici rispondevano moltiplicando le processioni, ostentando così il culto eucaristico per combattere l’eresia,
senza remore all’uso della violenza, le bastonate e perfino gli omicidi. Era il loro modo di combattere i lupi!

Tempo di fanatico integralismo e di contrapposizione faziosa. Si moltiplicavano le processioni e le benedizioni non tanto e non solo per la devozione e il culto a Cristo presente nel Sacramento, ma per l’ostentazione provocatoria della propria identità nei confronti di coloro che professavano punti dottrinali diversi e che venivano definiti eretici. Purtroppo non sono poche le pagine dolorose della storia caratterizzate dall’integralismo che hanno offerto una visione scandalosa del cristianesimo e hanno macchiato il volto originario della Chiesa.

Che a Gratteri sia avvenuto o avvenga qualcosa di simile? Ci sono forse a Gratteri degli ugonotti (persone mal sopportate per le loro diverse convinzioni o fedi) da isolare e respingere? E poi, i lupi che a Gratteri, ancora oggi, si vorrebbero cacciare nel giovedì “di mastri”, sono lupi veri o veri lupi?

Il problema è tutto qui. Le processioni del Corpus Domini con la riforma del concilio Vat. II,(Mons. Cagnoni già prima di allora aveva proibito a Polizzi Generosa certe pratiche ritenute eccessive) erano state lasciate cadere dalle autorità ecclesiastiche, mantenendo solo quella del giorno di festa, per evitare la superflua moltiplicazione di benedizioni che sfociavano, a volte, nella magia o nel feticismo per la preoccupazione materialistica che ogni angolo della terra, per essere benedetto da Dio, avesse bisogno di una consacrazione specifica, fisicamente ottenuta.

Anche a Gratteri quelle processioni dell’ottavario erano andate in disuso e il parroco Mascellino non era certo un miscredente o un rivoluzionario.

Che cosa spinge dunque a riprendere con entusiasmo la tradizione di cui parliamo? Nasce il sospetto e la preoccupazione che, dietro il nobile proposito di coltivare le devozione e le pubbliche pratiche religiose, si nascondano atteggiamenti di integralismo che sognano di realizzare una società unicamente cristiana anche a scapito della tolleranza e del rispetto delle diversità, lontana mille miglia dallo spirito evangelico.

Troppi equivoci dunque! Molto meglio lasciare perdere i lupi!

Lasciare perdere i lupi per i cristiani di Gratteri può significare cambiare rotta, tornare allo spirito del Vat.II, nella ricerca di una visione spirituale che metta al centro l’approfondimento della vita liturgica in tutti i suoi aspetti. Piuttosto che attendere alla dimensione dell’apparire, del manifestare, del fare, bisognerebbe
dedicarsi alla dimensione dell’essere, del vissuto, del comprendere. Forse per i cristiani sarebbe meglio recuperare l’approfondimento del significato dei sacramenti, l’esercizio della carità e la meditazione della Parola di Dio. Forse sarebbe meglio tornare a studiare e a mettere in pratica gli insegnamenti conciliari
nel campo della conoscenza della Sacra Scrittura, nel campo della Liturgia e della concezione della Chiesa.
Ma soprattutto , per la comunità cristiana di Gratteri, sarebbe meglio impegnarsi nell’esercizio della carità senza la quale anche la fede che sposta le montagne, come tutti sappiamo, è nulla. Lasciamo perdere i lupi e i loro fantasmi e occupiamoci di cose molto più importanti per la vita cristiana.

1)Tuccari in siciliano significa anche percuotere, fare violenza in tutte le forme: Un tuccari u picciriddu ecc.

Francesco Agostaro

Allega:



jpg  juovi di mastri.jpg (69.36 KB)
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Inviato: 2011/7/3 12:18

Modificato da dariodrago su 3/7/2011 12:36:34
Modificato da dariodrago su 3/7/2011 12:38:26
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Dario Drago
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!

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Ho visto le foto di quest'anno; belle foto, carine.Però, chiamatevi come vi pare: gruppo musicale, gruppo folcloristico, gruppo del tamburo, ecc. ecc. perchè con la "tammuriniata" del giovedi di mastri non ci appizzati nienti. ciccio agostaro

Inviato: 2011/7/8 16:30
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!
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Caro Ciccio,
Glielo dico in maniera abbastanza semplice e schietta.
Ci faccia vedere Lei come si fa. Venga anche Lei con noi qui a Gratteri.
Abbiamo bisogno della Sua saggezza e nobiltà d'animo perchè noi non siamo in grado di vedere ciò che Lei vede.
Ci apra gli occhi, perchè noi siamo ciechi.
Non siamo in grado di distinguere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato.
E come sempre... sbagliamo!
Lei, che hai fatto la storia di Gratteri, Lei che è stato il fautore di tante iniziative, Lei che negli ultimi 30 anni ha speso la vita per Gratteri, è l'unico che potrà indirizzarci verso la retta via.
Pendiamo dalle Sue labbra...
Perchè noi siamo poveri mentecatti e abbiamo veramente bisogno del Suo aiuto!
Cordialmente


Dario D.

Inviato: 2011/7/8 19:54
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!
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il confronto e la critica sono utili solo quando hanno come scopo la crescita reciproca e il confronto.

le discuisizioni antropo filofiche mi possono fare piacere, ma la cosa che più conta in questo piccolo paese per quello che mi riguarda è la VITALITA' di alcune manifestazioni e la volontà di non arrendersi all'appiattimento dogmatico che più lati si vorrebbe (a parole) imporre.

giornate come a tuccata di lupi, partecipate da tutta la comunità sulla spinta dei giovani sono tra i pochi motivi che mi rendono orgoglioso di essere gratterese!

chi si confronta con la quotidianità, a volte veramente squallida in certi periodi dell'anno, di Gratteri non è molto tollerante alle critiche, sopratutto se poste male.

io ricordo a tutti solo un paio di numeri:

1017 residenti

di cui 250 tra campella e rapputi

un tasso di anzianità altissimo e una bilancio demografico perennemente in negativo.

come disero i tinturia

"ni vuliemu bieni comu i frati, picchistu ni scannamu comu i cani".


chi si arrende è perduto!

ciao a tutti :)

Inviato: 2011/7/8 20:26
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!
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Rimango basita da certi commenti saccenti e privi di qualsiasi spunto che possa aiutare, chi si impegna costantemente per mantenere vivo il nostro paese, ma, nonostante io sia un animo notoriamente polemico, voglio usare questo momento per rivolgermi a Dario e con lui a tutti i ragazzi che hanno avuto il coraggio di rimanere e continuare a credere che fosse possibile vivere nel luogo in cui si è nati. Non è facile, molti come me si sono allontanati, stanchi di una situazione che appare non modificarsi mai, allettati da un futuro, che lontano da qui, se non più felice appare sicuramente più roseo.. Certo, sarebbe facile da parte mia dirvi che state sbagliando tutto e indicarvi, dall'alto del mio sommo sapere, come dovete gestire le feste, le tradizioni e tutto quello in cui vi impegnate. Potrei farlo per telefono o su internet, indagando nelle foto se rispettate quelle che sono le mie convinzioni in merito, ma, quello che vi dico in questo momento è grazie.. Grazie di occuparvi della mia Gratteri e grazie per il modo in cui continuate a crederci. Il giorno dello Juovi e mastri, ho ricevuto la chiamata del mio collega dell'ultimo commento e l'ho invidiato per un attimo per l'entusiasmo e la gioia con cui filmava e fotografava la giornata. Non so come vi potrete chiamare, ma in quel suono dei tamburi, che ho sentito da lontano, ho immaginato le facce di ogni mio compaesano, le montagne mie amate e la brezza delle mattine di giugno... Andate a avanti sempre così e se qualcuno ha qualcosa da ridire, sorridete.. A volte parliamo per tanti motivi e non sempre per quelli giusti!

Inviato: 2011/7/9 15:33
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!

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Caro Dario,visto che mi dai del lei, te lo ricambio. Pensavo di fare qualcosa di positivo per il paese cercando di provocare discussioni su alcuni argomenti che io ritenevo interessanti,come quello dell’intolleranza, dell’integralismo ecc, e proponendo, nella seconda parte del mio intervento, una strada per poter venir fuori dal marasma in cui si trova la nostra comunità. Mi sarei aspettato che le mie affermazioni fossero esaminate e magari contestate, con argomentazioni di merito e di contenuto. Invece ricevo soltanto insulti e sarcasmo, perfino in forma anonima, cosa che certo non si dovrebbe permettere in un sito che si rispetti. Non ho niente da insegnarvi e non cerco persone che pendano dalla mia bocca. Visto che non siete in grado di accettare e rispondere nel merito alle critiche, tolgo il disturbo. Scusatemi per aver tentato di provocare un dibattito, evidentemente appartenete a quella categoria di integralisti che non tollerano che altri possano avere idee diverse o migliori delle vostre. Mi rammarico ma, come suggerisce il vangelo, scuoto la polvere dai miei vestiti e giro i tacchi. Ciccio Agostaro

Inviato: 2011/7/11 2:50
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!
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Caro Ciccio,
come avrà ben capito io non odio le critiche costruttive, ma le supposizioni che a volte possono essere distruttive.
Denigrare ciò che fino a oggi “nel bene e nel male” si è fatto, con tutte le difficoltà possibili del caso, nell'intento di “Venir fuori dal marasma in cui si trova la nostra comunità”, non lo trovo costruttivo.
La proposta di ritornare alle origini, per un nuovo cammino che possa guardare al futuro è concreta, si, ma non tiene conto di chi, negli ultimi anni, a volte lottando contro i mulini a vento, a volte “confrontandosi con la quotidianità”, ha cercato in tutti di modi di proteggere e mantener vive, pur modificando e introducendo nuovi elementi, le tradizioni che i nostri padri ci hanno tramandato.
In questi anni caro Ciccio Lei qui non c'ha vissuto, e non potendo toccare con mano l'evoluzione che c'è stata e che, per dover di cronaca, è stata accolta da tutta la comunità gratterese, me ne perdoni, ne ha raccontato una versione alquanto distorta.
Alla Sua critica manca quindi un tassello. Quell'anello di congiunzione che lega il Suo passato al nostro presente.
Se avesse tenuto conto di tutti i passaggi che ci sono stati negli ultimi 20 e più anni che hanno portato le nostre tradizioni oggi ad essere quelle che realmente sono, forse non avrebbe ricevuto queste critiche.
Mi piace definire il mio concetto con le parole di Mario Capanna che penso possano rafforzare il mio pensiero “Il ricordare viene a stabilirsi come raccordo e accordo tra passato e futuro, tramite il presente. E' ciò che sta indietro e, insieme, di fronte”.
Caro Ciccio, per progettare il futuro bisognerebbe imparare dal passato, ma è di vitale importanza la conoscenza del presente, di ciò che c'è in questo preciso momento, di come ci siamo arrivati, di quello che siamo.
Colgo l'occasione per dirle che tutti i commenti non sono stati scritti in forma anonima. Gli utenti che hanno risposto hanno una propria identità. Basterebbe cliccare sul nick per conoscerla.
Mi dispiace che abbia fatto la scelta di “scuotere la polvere dai vestiti e girare i tacchi”, ma sappia che Gratteri.org rimarrà sempre a disposizione di coloro i quasi vorranno esporre e dibattere le problematiche che riguardano questa comunità.
Ovviamente col buon senso!

Cordialmente

Dario Drago

Inviato: 2011/7/11 15:39

Modificato da dariodrago su 11/7/2011 20:37:34
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Re: A proposito del giovedì di mastri: LASCIAMO PERDERE I LUPI!
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Mi permetto di riaprire lo spazio dedicato alla discussione dello Juovi e mastri, per puntualizzare una mia frase che, da quello che mi dicono, ha creato qualche fraintendimento. Quando ho parlato di " un futuro che lontano da qui appare più roseo" non mi riferivo a gratteri in sè ma al sud in generale e alla sicilia in particolare, purtroppo quando si scrive di getto non si pensa che qualche frase possa dare adito a strumentalizzazioni o fraintendimenti. Grazie.
Susanna Lombardo

Inviato: 2011/7/18 14:47
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