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Re: Gratteri - le tradizioni stravolte

Oggetto: Re: Gratteri - le tradizioni stravolte
inviato da paroma su 23/5/2011 22:56:18

Caro professor Francesco Agostaro, sono felice di notare che c'è ancora dell'interessamento nei confronti delle tradizioni religiose gratteresi. Volevo farle sapere che io, Pasquale Cinquegrani e il sig. Francesco Caragnano siamo stati i fautori dell'iniziativa che ha visto la reintroduzione delle “cappe” durante la processione della "Sulità"; iniziativa fortemente supportata dall'Amministrazione Comunale, dalle Confraternite tutte e da un gruppo di persone che con il loro lavoro manuale, hanno realizzato, basandosi sui modelli originari, le suddette cappe.
La realizzazione ha avuto luogo solo dopo meticolose ricerche effettuate presso gli archivi storici parrocchiali, delle confraternite, nonché tramite i ricordi della popolazione anziana che ancora vive a Gratteri.
Per esempio, per ciò che riguarda la cappa indossata dalla confraternita di San Giacomo, posso dirle con certezza che era costituita da un saio bianco, cinto da un cordone del medesimo colore, il tutto unito ad una mantellina color rosso vermiglio detta "rocchetto" e cappuccio bianco sulla testa. Le informazioni riguardanti ciò ci sono pervenute tramite il Sig. Sapienza Giuseppe, venuto a mancare 2 anni fa, e , non potrà dissentire, "Saggnavicaru" doc!
Le altre confraternite hanno altrettanti documenti, anche fotografici; la confraternita della Madonna del Carmelo ad esempio, possiede una cappa datata Pasqua 1927, che ancora oggi viene indossata dal superiore durante la processione.
Sono sicuro che chi indossa queste cappe il giorno del Venerdì Santo lo fa con fede e non per folklore
Per quanto riguarda la reintroduzione della statua di Gesù alla colonna, opera di proprietà della famiglia Tornabene, sempre secondo testimonianze locali, si fa risalire la sua ultima uscita in processione agli anni ‘30, quindi non si intende statua di nuova introduzione.
Ora, professore: quant'avi c’un vieni a Grattieri pù Vienniri Ssantu??!!
So che in questi anni ci sono stati numerosi stravolgimenti, ma credo che lei purtroppo non li abbia potuti notare non vivendoli di presenza.
Cito solo il più importante o forse quello che mi sta più a cuore, opera dell’ex parroco Don Santino Scileppi: l’eliminazione del momento della traslazione del Crocifisso della matrice Vecchia, dalla sua cappella all’urna, che veniva effettuata la mattina del Venerdì Santo ad opera del superiore della confraternita del SS. Sacramento sotto il titolo di San Giuseppe e dei suoi congiunti, i quali di mano in mano, deponevano la venerata effige di Gesù nell’urna.
Anch’io come avrà intuito sono molto legato alle tradizioni e alla fede di questa comunità, ma sono cosciente del fatto che i tempi cambiano e le tradizioni , inevitabilmente, si evolvono con essi…
D’altro canto siamo una comunità di “gente mediocre” abbandonata, purtroppo, negli anni ‘60 dalle menti più eccelse…
Che vuole che le dica… si fa quel che si può!!!

Cordiali Saluti
Pasquale Cinquegrani



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