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Sciopero alla rovescia in via pozzarello

Sciopero alla rovescia in via pozzarelloPopolare
Inviato dadariodragoAltre foto da dariodrago   Ultima modifica24/2/2011 15:39    Tell a friendTell a friend
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Disoccupati riuniti davanti all'ufficio di collocamente di Piazza monumento. In mezzo a loro il giovane segretario del circolo FGCI, Costantino Lapi
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A Gratteri gli anni '50 furono anni difficili.
Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovescia in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce, assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Car˛ e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

Foto di Costantino Lapi

Sciopero alla rovescia in via pozzarello

Sciopero alla rovescia in via pozzarelloPopolare
Inviato dadariodragoAltre foto da dariodrago   Ultima modifica24/2/2011 15:38    Tell a friendTell a friend
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Via pozzarello
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A Gratteri gli anni '50 furono anni difficili.
Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovescia in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce, assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Car˛ e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

Foto di Costantino Lapi

Sciopero alla rovescia in via pozzarello

Sciopero alla rovescia in via pozzarelloPopolare
Inviato dadariodragoAltre foto da dariodrago   Ultima modifica24/2/2011 15:37    Tell a friendTell a friend
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Lavoratori di fronte la Camera del Lavoro in Corso Umberto
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A Gratteri gli anni '50 furono anni difficili.
Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovescia in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce, assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Car˛ e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

Foto di Costantino Lapi

Sciopero alla rovescia in via pozzarello

Sciopero alla rovescia in via pozzarelloPopolare
Inviato dadariodragoAltre foto da dariodrago   Ultima modifica24/2/2011 15:32    Tell a friendTell a friend
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A Gratteri gli anni '50 furono anni difficili.
Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovesc in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce, assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Caro e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

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A Gratteri gli anni '50 furono anni difficili.
Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovesc in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce, assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Caro e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

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Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovesc in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce c,assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Caro e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

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Disoccupazione e miseria colpivano i ceti meno abbienti. Si viveva tranne pochissimi, artigiani,salariati e impiegati con i prodotti di un'agricoltura povera e con i cosiddetti -cantieri scuola". Quando i cantieri si interrompevano per mancanza di finanziamenti o non partivano per intralci burocratici, i tanti disoccupati davano vita a manifestazioni, proteste e lotte guidate dalla locale Camera del Lavoro. I contadini e i mezzadri si battevano per la riforma agraria e per la divisione dei prodotti. Nel '56,trecento contadini con la partecipazione, per la prima volta,d i decine di donne, occuparono il fendo Suro, rivendicando al tempo stesso l'applicazioni delle leggi per la divisione degli altri fendi del territorio gratterese.
Tra i dirigenti sindacali e politici erano presenti Rosario Ilardo, Giacomo Vaccaro, Giacomo D'Angelo, Nino Car˛, Michele La Martina, Giacomo Ilardo.
Nel '57 decine di lavoratori disoccupati diedero vita ad una dura lotta per l'apertura dei cantieri scuola. Nell'agosto dello stesso anno i disoccupati iscritti all'ufficio di collocamento iniziarono uno sciopero alla rovesc in via Pozzarello. Un cantiere programmato ma che non partiva.
I disoccupati, una cinquantina, lavoravano senza alcuna retribuzione e inviavano l'elenco con i loro nomi e le ore lavorate al Sindaco. Dopo pochi giorni arriv˛ sul posto un drappello di carabinieri guidati da un capitano della compagnia di Cefal¨. Lo sciopero dur˛ una settimana. Il cantiere riaprý di lý a poco. Nel luglio del '58 i mezzadri del fendo Malagirati chiesero l'applicazione della legge Gullo sulla divisione dei prodotti.
I gabelloti che gestivano il feudo si riliutavano di applicare la legge. I mezzadri resistettero a tutte le lusinghe e le minacce c,assistiti da dirigenti sindacali e politici, (presenti sull'aia del fendo Nino Caro e Costantino Lapi) ottennero di dividere il grano a 60 e 40 come prevedeva la legge.

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